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Sul 101
Data: 11/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: facas
Ciao a tutti i lettori di A69, questo è il mio secondo avvenimento che racconto qui! Non perché gli altri non meritino menzione, ma lo stare qui a volte lascia il tempo che trova! Ciò che descrivo qui è successo una decina di giorni fa. Sto a Palermo per lavoro, da quasi otto anni ormai, ho imparato la città , mi muovo con i mezzi tra le mie sedi e l’università con cui collaboro! In questi otto anni ho conosciuto un bel pò di gente concreta e pure fantasma..che da i numeri di telefono e poi sparisce! Che risponde, organizza e poi non si presenta! Quindi non do più di tanto peso alle organizzazioni! Ci crederò solamente quando si materializzerà il profilo prescelto.. Questo è l’eccezionalità della situazione che mi è capitata! Tutti qui per la stessa cosa ma c’è tanta gente che gioca e fa perdere tempo! Lavorando su tre sedi ho gli orari distribuiti dalla tarda mattinata a metà pomeriggio, quindi riesco a ritagliarmi un sacco di tempo libero.. La mattina in questione mi attivo al solito per raggiungere il mio lavoro per le nove e mezza, per le otto e mezza sto già alla stazione centrale, la calca degli studenti e dei pendolari si è abbassata notevolmente data l’ora, di rito timbratura del biglietto e sguardo in giro! Vado per sistemarmi vicino le porte centrali che vedo un ragazzo sui ventanni, sull’1.80, capelli corti, castani, in tuta, cuffiette dentro le orecchie, occhiali tra i capelli,ed anello al dito, me lo guardo, lui è appoggiato al vetro nell’area delle ...
... carrozzelle, io dopo avergli fatto na sorta di raggi x, mi piazzo da lui distante circa una metrata e mezza e non mi curo di lui più di tanto, l’autobus parte, mi preparo psicologicamente alla mia traversata cercando un posto comodo, senza infastidire o essere infastidito , non mi metto quasi mai seduto su sti mezzi con le poltroncine di pezza, mi attacco alla sbarra, smanetto col cellulare, guardo fuori, a pochi minuti dalla partenza, in pieno centro ad una fermata cinque o sei maestre coordinano una cinquantina di bambini per farli salire. La serenità che regnava fino a quel momento si era dissolta! All’apertura delle porte chi ha avuto la possibilità è scattato fuori, ma chi come me ha esitato guardando l’ora è rimasto incastrato. Tutti a chiedersi il motivo della decisione di scegliere un mezzo pubblico per la visita d’istruzione, una scelta molto azzardata, data l’età ed il numero dei bambini, in un tempo circoscritto di pochi secondi ci ritroviamo tutti quanti a gomito a gomito, faccio qualche passo indietro, l’autobus si riempie all’inverosimile e dalla bretella reggimano passo alla sbarra andando indietro e senza rendermene conto mi posiziono davanti al ragazzo di prima, intanto mi rendo conto di aver dimenticato il mio portafogli nella tasca dietro e con la destra corro ad occupare l’accesso alla tasca con il pollice dentro e il resto della mano sulla tasca! C’è gente che non aspetta altro in questa occasione per crearti guai. Chiuso l’accesso alla tasca però mi rendo conto ...