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Sul 101
Data: 11/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: facas
... di non potermi muovere ulteriormente, me ne faccio una ragione di fare il viaggio in questa posizione. Circondato da donne con le borse, anziani e bambini scopro che tutti loro come me sono diretti al capolinea.. Nella posizione in cui stavo mi rendo conto di stare con la schiena attaccato agli addominali del ragazzo di prima, a sua volta lui attaccato al vetro non può muoversi come me , la mia mano all’altezza del suo inguine. Non posso muovermi, e nel giro di un minuto percepisco la sua consistenza. E penso al fatto che tante volte a cercare tra gli annunci di conoscere qualcuno ed ora mi capita un occasione! E penso pure al fatto che non so come la prenderà. Non posso fare altrimenti! Vado con l’azzardo, tanto anche se non vuole non possiamo muoverci o spostarci, alla peggio farò in modo di muovermi per distanziarmi appena potrò, premo un pò con la mano per valutare la reazione, approfittando dell’oscillazione dell’autobus, e in pochi secondi lo sento in tutta la sua misura! Mi giro per guardarlo, gli occhiali che prima erano tra i capelli ora stanno sugli occhi, percepisco che mi guarda e gli dico: scusa, sono incastrato: lui risponde : va bene, tranquillo, fa niente, ne avremo per un po’ mi sa!: lui fa un movimento rotatorio da entrambi i lati premendo sulla mia mano, tutti quelli intorno a noi non si accorgono di nulla. Io mollo il mio portafogli e stringo quella minghia in tutti il suo spessore! Vogliosa! La stringo nella sua lunghezza con le dita sulle palle, ...
... scappellandola da sopra la tuta, lui si ritrae, come se mi stesse chiedendo di fare piano, comincio un delicato massaggio lui collabora avvicinandosi fino al contatto totale, la tuta che indossava era l’ideale, aveva voglia di uscire fuori, mentre io avevo voglia di entrare dentro! Tutto il palpeggiamento continua per tutta la traversata, tra gente che si dimena per poter scendere ed altri che si lamentano per non poter salire, arriviamo in prossimità del capolinea, entrambi sappiamo che tra qualche minuto dobbiamo mollare, quindi rallento la mia presa per farlo rilassare, cerco di distanziarmi, ci riesco, prima di rimettere a posto la mia mano gli rimetto a posto tutto da fuori della tuta, come si era riempito in pochi secondi, sono consapevole che altrettanto si svuoterà, e in più dovevo scendere per andare a lavoro. Ci guardiamo con finta indifferenza, si arriva alla fermata che scendono tutti e noi subito dopo assieme, avevo intenzione di rivolgere un ulteriore saluto, ci si guarda, ma io vado sulla destra, mentre lui taglia di corsa sulla sinistra attraversando la strada, ci guardiamo per tutto il tragitto, ma i tempi ed ormai la distanza che ci divide fa finire tutto.. Me ne faccio una ragione e mi dirigo a lavoro, faccio i miei orari, pause di rito, con la mia mente bloccata su di lui mi passa la mattinata, mi organizzo per rientrare, ormai valuto l’episodio come una cosa già passata, rifaccio la stessa strada, mi avvio per prendere la stessa linea in senso contrario, ho un ...