1. Il ragazzo più fortunato del mondo (quinta parte)


    Data: 16/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Gay De Maupassant

    Riassunto delle puntate precedenti. David; 19 anni, capelli biondo platino, occhioni da cerbiatto, innamorato della vita e del cazzo, forte del suo culetto “che poche ragazze al mondo possono vantare”, vive il suo sogno con Federico; 22 anni, toro muscoloso e superdotato. Tra scopate allucinanti, pompini e tanta cucciolaggine, trascorrono i mesi più belli della loro vita. Ma un grave problema sbuca all’orizzonte… -No, guardi che non ha capito, non ci faccio niente di una striscia di ferro come rinforzo! Mi serve qualcosa di mooolto più resistente.- Replicai all’assistente dell’IKEA, reparto letti. -Ma deve farci accoppiare dei rinoceronti?- -Eh, una cosa del genere. Cosa mi consiglia?- -Di andare dal fabbro!- Così, quando riferii questa conversazione a Federico, morì dalla risate. -Ahahahahahah Avrà pensato che ti dai alle orge!- -Ahahah È colpa mia se tu conti per quattro?- -Così pochi? Pensavo molti di più! Vuol dire che non mi impegno abbastanza.- -Hmmm sì, non ti impegni molto… comunque sei uno sbruffone!- -E tu un bugiardo.- Venti secondi dopo ero a gambe aperte, ululando il mio amore alla luna. -Io ho ancora un po’ sonno.- Dichiarò il mio toro dopo avermi polverizzato il culetto e si accoccolò, o per meglio dire, mi accoccolò tra le sue braccia, con le vene che pulsavano ancora per lo sforzo. Le mie gambette bianche con i loro muscoletti sodi da ballerino, strette tra le sue cosce abbronzate, erano una goduria per gli occhi. I miei quatricipiti si gonfiavano in una ...
    ... curvetta sexy, i suoi andavano illuminati da quattro angolazioni diverse per togliere le ombre dalle scanalature. Ma ancora più arrapante era vedere il mio cazzo moscio vicino al suo in erezione. Non gli veniva giù nemmeno dopo avermi timbrato il biglietto per il paradiso e questo, beh, mi faceva sentire bellissima. Il mio invece… non so perché, ma da moscio rientra quasi del tutto e, in quello stato, non era che un paio di centimetri più lungo della sua cappella, ma comunque inferiore per massa. -Che clitoride grande che hai, amore! Sembri quasi un maschietto.- Ma vedere il suo bestione gocciolante e circonciso vicino alla mia lumachina era una visione talmente eccitante, che non poteva durare. E così finalmente andavo in erezione anch’io e… va beh, non è che le cose cambiassero più di tanto. -Ma questo clitoride si ingrandisce anche un pochino! Allora sei veramente un maschietto!- Ed io sorridevo contento, cucciolo fedele del mio maschione. Tutto nel confronto tra noi due, mi schiacciava. Sdraiati di fianco, le mie spalle non arrivavano alla fine del suo petto e tutto il suo corpo era così solido e compatto che se mi stringeva troppo forte, diventavo il suo negativo. Solo sulle labbra lo battevo. Eh, sì, le mie erano più carnose e questo mi aiutava a farmi sentire ancora più la sua femminuccia. Era una goduria baciarlo. La mia carne morbida si spalmava sopra quei muscoloni di pietra. E se la muovevo si deformava seguendo le striature che gli tempestavano il fisico. Stavo giusto ...
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