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Una nuova vita - Parte 1, Una calda serata di luglio
Data: 17/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Jon Snow 01
... la camicia da terra che ormai era diventata uno straccio e me la misi frettolosamente, abbottonando solo il bottone in mezzo. Guardai meglio il cameriere, Dario era il suo nome, sui 18/19 anni anche lui, alto, carnagione chiara, capelli rossicci, e fisico simile al mio, proprio un bel ragazzo. "Guarda, lascia stare, non ho voglia di litigare oggi." gli dissi nell'intento di togliermelo dalle scatole. "Non so come farmi perdonare, non voglio che tu pensi che io sia un cafone maleducato, se vuoi ti offro un drink in un altro locale, ho appena finito il turno, ti va?" mi chiese sorridendomi. La sua aria innocente e mortificata mi fece leggermente cambiare umore e gli accennai un sorriso. Lo fissai per qualche attimo e poi disse: "Giuro che stavolta non te lo verso addosso", a quella battuta scoppiai a ridere, era riuscito a farmi cambiare umore. "Con questo straccio addosso non credo di voler andare da qualche parte, meglio un'altra volta". Feci per uscire dal bagno ma mi sentii afferrare il braccio con forza. "No ti prego, voglio farmi perdonare, se vuoi possiamo andare a casa mia, ti faccio conoscere i miei genitori e ti offro qualcosa li, si vede che hai passato una brutta serata e io non ho fatto altro che rovinartela, non voglio andare a dormire stanotte con il pensiero di aver rovinato la vita a qualcuno", la sua loquacità e la sua simpatia mi fecero subito cambiare idea su di lui, così accettai l'invito, avevo bisogno di un po di compagnia in fondo. Mi bottonai la camicia ...
... e uscii con lui, Dario abitava poco distante e raggiungemmo l'appartamento a piedi in pochi minuti. Durante il tragitto non fece altro che scusarsi e parlare, ormai lo avevo perdonato, quasi mi sentivo io in colpa ad averlo insultato davanti a tutta quella gente, infondo era un ragazzo molto simpatico. Arrivammo nell'appartamento. Dario mi presentó ai suoi e mi fece accomodare. I suoi genitori erano dei signori veramente simpatici, proprio come il figlio. Dopo un'oretta di chiacchiere e risate, Dario mi invitò ad uscire per fare un giro, "Guarda come sono conciato, dovrei andare a cambiarmi prima" gli dissi, "Metti qualcosa di mio, ho tante camice se vuoi, metti quella che vuoi, infondo anche io devo cambiarmi per uscire" mi fece entrare nella sua stanza e si spoglió, il suo fisico mi stupí, addominali definiti e pettorali niente male, mi tolsi anche io camicia e pantaloni, "Fai palestra?" mi chiese, "Da un po" risposi, "anche tu a quanto vedo..." "No io non ho proprio tempo di andare in palestra, faccio qualche esercizio la sera qui in camera, e mangio adeguatamente" "Ah complimenti". Mi prese una camicia a maniche corte blu a fiori rossi e dei pantaloni rossi abbinati, lui invece mise una canottiera bianca e sopra una camicia gialla aperta, e un paio di jeans strappati. Uscimmo di casa, Dario prese la macchina e andammo in un locale li vicino, mi divertii un sacco quella sera, soprattutto per la quantità di drink che bevvi, forse anche troppi. Anche Dario beveva, e intanto ...