1. Un obelisco davanti al foro


    Data: 17/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano

    ... ragazzo. Veramente molto bravo. Questa notte giacerai con me. Sarai mio completamente”.
    
    “Oh signore, grazie. Vedrà che non avrà a pentirsi di avermi preso con sé. Sarò per sempre fedele e disponibile”.
    
    Prese le sue cose, salutò i suoi amici del palazzo imperiale e lo condussi nella mia nuova casa. Spiegai a mia moglie che era un dono del sovrano e che qualche notte l’avrei passata con lui e, prima che potesse replicare, la zittii dicendole che il dono lo avevo molto gradito. Le notti, in effetti, sono state molto più di qualcuna.
    
    Più tardi, quando fummo soli in camera da letto, lo accarezzai tutto. Sciolse i bei capelli biondi. Mi eccitava in maniera pazzesca ma, contemporaneamente, volevo essere delicato con lui. Avevo paura di fargli male, piccolo com’era rispetto a me. Era un perfetto connubio tra maschio negli organi e femmina nell’atteggiamento. Lentamente, con le sue aggraziate movenze, si denudò completamente mettendo in mostra il suo sederino perfetto. Poi si prodigò a spogliare me, girandomi attorno come una libellula.
    
    Ci sdraiammo e subito cominciò a giocare con la mia barba, col folto pelo del mio torace. La sua manina scese più giù, seguendo la striscia fino all’ombelico, per finire nel pube rigoglioso, alla base del cazzo già completamente eretto. Lo strinsi delicatamente a me. Ne approfittò per leccarmi l’ascella. Si abbassò quindi a lambire con la lingua protesa la rossa cappella, mettendosi in modo che io potessi raggiungere con la mano il suo ...
    ... morbido culetto. Così, mentre provvedeva ad insalivarmelo abbondantemente con un altro succulento pompino appoggiato alle mie forti cosce pelose, io mi bagnai le dita e gliele infilai con cautela nel buchino ahimé non più vergine ma ancora piuttosto stretto. Prima una, poi due, poi tre.
    
    Gemeva di piacere ma sapeva che avrebbe dovuto sopportare ben altro quando lo avrei infilzato col mio grosso e lungo membro. Ma lo desiderava ardentemente e quando si sentì pronto, prima che io decidessi di muovermi, mi venne sopra a cavalcioni, lo indirizzò con la mano e ci si calò sopra lentamente. Soffrì sicuramente molto ma non ebbe esitazione, guardandomi fisso come per dirmi che quel sacrificio lo faceva per me ma lo desiderava anche lui. Chiuse gli occhi ed alzò la testa solo quando era tutto sprofondato in lui, rapito dall’estasi.
    
    Lo afferrai per gli esili fianchi e cominciai a stantuffarlo dal basso dapprima piano e poi sempre più velocemente finché il suo buco non tentò più alcuna resistenza e si aprì come un fiore al mattino. Lo rivoltai rapidamente, lo misi a quattro zampe e glielo ficcai dentro con un solo colpo per poi fotterlo senza più alcuna pietà. Lo sfondavo furiosamente con potenti e rapidi colpi di bacino. Non ragionavo più. Lo svangavo in tutte le direzioni, lasciandomi trascinare solo da una ferocia animalesca, fregandomene del suo dolore. Invece mi accorsi che lui… godeva.
    
    “Ti piace, eh! Schifosa baldracca da monta. Lurida puttana da lupanare. Sei una cagna. Sei la ...