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Alice e i due rifugiati
Data: 18/01/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: pato3
... Misurò B. 24. Mise i preservativi ad entrambi ed iniziò a succhiare quei cazzoni. A turno, con frenesia. "Cosa volete farmi?", chiese lei mentre succhiava. I due, inebetiti dal pompino, non risposero. Così glielo chiesi io. Risposero, ma non a parole. La alzarono di peso e la buttarono sul letto. "Nella figa?", chiese A26. "Fate tutto quello che volete con me". Io iniziai a masturbarmi sul bordo del letto. A26 iniziò a leccarle la figa, mentre B24 si era messo sopra la sua testa, in posizione da piegamenti e glielo infilava in bocca. Entrambi avevano ancora le magliette. Alice la alzò a B24 per potergli tastare gli addominali mentre la sua bocca era occupata a farsi riempire. A26, vedendo che l'addominale era gradito, si tolse la maglietta, smise di leccare, anche perché laggiù ormai era un lago, e si allungò sopra di lei, col cazzo sulle labbra della figa, che premeva pronto ad entrare, gli addominali che sfioravano la pancia di lei, mentre lui le baciava il collo. Poi improvvisamente spinse ed entrò dentro. Alice gridò, ma l'urlo era smorzato dal pompino. Iniziò a mugolare "Ahhhh, Uhhhh", tanto che per prendere il respiro dovette togliersi il cazzo di bocca. Il suo viso era contratto dal piacere, forse un po' doloroso. Adesso che il cazzo di B24 non era più nella sua bocca, lei lo teneva stretto in mano, come se avesse bisogno di stringere qualcosa mentre quell'altro la trapanava. Quando smise di sentire dolore e iniziò a provare solo piacere, ...
... riprese il cazzo in bocca e quando ricominciava a segarlo aveva il sorriso stampato sulla faccia. Gli occhi erano rimasti chiusi, per apprezzare meglio il cazzo di 26 centimetri che faceva avanti e indietro dentro di lei. "Cazzo amore, tutti così dovrebbero essere gli uomini", mi disse. Sapeva che non poteva ferirmi quella frase. Sapeva che mi eccitava soltanto. Allungò una mano verso di me, che ero rimasto a masturbarmi sul bordo e mi toccò il cazzo. "Cos'ha detto?", mi chiese B24. "Vuole essere chiamata 'puttana bianca'", mentii io, sapendo che l'insulto era la ciliegina sulla torta. A quel punto si susseguirono una serie di "white bitch", "white slut" e così via, in un inglese tipicamente africano. B24 reclamò il suo diritto alla figa. A26, sebbene piuttosto restio a concederlo, si sfilò, a malincuore, la fece mettere a pecora, le diede una sculacciata decisa e fece a cambio col suo amico. Camminò accanto al letto per raggiungere la bocca di lei. A26 in bocca e B24 in figa, da dietro. Il ritmo era perfetto, e così pure la sincronia mentre la sbattevano avanti e dentro, dentro e fuori, figa e bocca. A tratti aumentavano. Per pochi secondi, perché poi gli "Ahh, uhh" soffocati di Alice erano tali da farci capire che stava per perdere nuovamente il respiro. Ma loro non si fermavano, le concedevano una piccola tregua rallentando e offendendola in inglese, a parte quando dovevano dirle 'puttana', conoscevano la parola italiana. "Sei una vera puttana!", disse ...