1. Il mio amico alessio. capitolo 2


    Data: 18/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Amphry91

    ... e così mi venne una gran voglia di prendere in bocca il cazzo di Alessio che (come ho detto nel capitolo 1) era molto più grande del mio.
    
    Alessio quindi continuava a penetrarmi con due dita della mano ed io ogni tanto mi giravo verso di lui per incrociare il suo sguardo, colmo di soddisfazione e voglia di scoparmi.
    
    Poco dopo mi sfilò le dita da dietro e mi propose di andare in salotto, “per stare più comodi” disse lui. Così lui si sdraiò sul divano, dopo essersi denudato, e io me ne stavo lì davanti a lui, in piedi, ad aspettare un suo cenno per dirmi di avvicinarmi; mi disse poi: “Ti va di bagnarlo con la tua saliva, come l altra volta?” ma non si accorse che io avevo una fottuta voglia di affogarmi con quell enorme cazzo che si ritrovava. Penetrandomi con le sue dita, mi aveva letteralmente acceso sessualmente, tanto che non mi riconoscevo!
    
    Così senza preavviso, afferrai con decisione il pene di Alessio e senza sputarci sopra, lo presi tutto in bocca. Non era al massimo dell erezione, ma ricordo che le sue palle erano gonfie e calde e io, col suo pene in bocca e con la mia lingua ancora inesperta che cercava di giocare con la sua cappella, gliele afferrai e con delicatezza le muovevo.
    
    Incominciavo a notare quel cazzo crescere sempre di più mentre il suo profumo mi riempiva le narici e mi mandava in tilt il cervello.
    
    Mentre ci stavamo godendo il momento, ecco che successe una delle cose che odio di più: squillò il telefono di casa -.-
    
    Andai a rispondere ...
    ... al telefono wireless del salotto, era mia zia che incominciò subito a tartassarmi l esistenza perché dovevo assolutamente ricordarmi di dire delle cose a mia sorella. Mentre parlavo al telefono, Alessio mi sorprese alle spalle e costringendomi ad avvicinarmi con la faccia al muro, mi avvolse in un abbraccio premendo il suo cazzo caldo e pulsante tra le mie natiche e all orecchio mi sussurrò “Continua a parlare al telefono. Non chiudere”. Incominciò a fare su e giu col suo cazzo tra le mie natiche (in pratica una spagnola)e io in preda alla libidine per quella sensazione, mi feci scappare un piccolo gemito di piacere che mia zia, sfortunatamente per me, sentì. Le dissi che mi ero appena tagliato un dito (o una cosa del genere) e continuò a dirmi le sue puttanate.
    
    Alessio era sempre più animalesco nei movimenti e mi sussurrava cose come “Ti piace il cazzo, vero?” “Tu sei una femminuccia col cazzetto piccolo” “Sei il mio schiavetto” “che bel culo che hai”.
    
    Finalmente mia zia mi salutò e lasciai il telefono sul mobile accanto a me; Alessio che era tutto sudato e continuava a muoversi col cazzo tra le mie natiche, mi ordinò di girarmi e mettermi in ginocchio dicendomi “Adesso mettiti in ginocchio, schiavo”. Lo guardavo negli occhi, dal basso verso l alto, a 2cm dal suo pene che lui stesso agitava con la mano per venire; io gli accarezzavo le gambe e i glutei morbidi e non vedevo l'ora di vedere il suo sperma cadere su di me. Sentivo il profumo del suo pene, forte nelle mie ...