1. I miei compagni di collegio - puntata 17


    Data: 19/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: kkmax

    Il viaggio di ritorno è stato tranquillo. Mi è dispiaciuto molto lasciare Elena. Il rapporto tra lei e Luca non si può definire qualcosa di malato. Certo si sa che se Elena dovesse partorire un figlio concepito con suo fratello, la probabilità di complicazioni sarebbe molto elevata, ma non si tratta di questo. Loro non vogliono avere un figlio, non vogliono sposarsi. Loro celebrano il piacere in tutte le sue forme senza inibizioni, e questa per me è una cosa stupenda.
    
    Luca: "Svegliati pigrone, siamo arrivati"
    
    Io: "Sono sveglio"
    
    Prendiamo le nostre borse e scendiamo dal treno. Rieccoci qui nella sala d'aspetto dove c'era la fata azzurra. Adesso non la posso incontrare perché in stazione c'è molta gente. Tutti i posti a sedere della sala sono occupati, anche quello dove eravamo io e Luca ieri mattina.
    
    Io: "Non mi va di correre"
    
    Luca: "Va bene, ma non possiamo nemmeno fare quelli che sono a passeggio. Il treno è arrivato un po in ritardo e noi dobbiamo rientrare entro le sette"
    
    Io: "Chi se ne frega. Anche se arriviamo un po più tardi. Diremo appunto che il treno era in ritardo"
    
    Luca: "Testone"
    
    Mi prende per il collo con un braccio e mi fa lo scherzo di grattare forte sulla testa
    
    Io: "Ahi! Lasciami!"
    
    Mi lascia di colpo e scappa
    
    Luca: "Vieni a prendermi!"
    
    Sono quasi le sette, è quasi il tramonto.
    
    Luca corre nel sole e luccica d'oro con il suo modo di ridere e scherzare.
    
    Luca: "Forza pigrone! Andiamo!"
    
    Io: "Non mi va di correre ti ho ...
    ... detto!"
    
    Luca: "Vuoi restare senza cena?"
    
    Inizio a correre anche io. E' dura stargli dietro, ma resisto. Siamo a metà strada, dove la via inizia a salire. Adesso è tutta dritta sul marciapiede.
    
    Io: "Aspettami!"
    
    Non riesco più a stargli dietro. Mi fermo con il fiatone, fa caldo, vedo tutto lampeggiare.
    
    Luca: "Sei già stanco?"
    
    Torna indietro, si appoggia la muretto, apre lo zaino.
    
    Luca: "Tieni. Bevi"
    
    Mi passa la bottiglia dell'acqua. Wow! L'acqua, anche se è calda, mi fa stare meglio.
    
    Io: "Grazie. Ci voleva. Che ore sono?"
    
    Luca: "Le sette e dieci"
    
    Io: "Merda"
    
    Luca: "Dai, siamo quasi arrivati. Ancora un piccolo sforzo"
    
    Io: "Non ce la faccio a correre"
    
    Luca: "D'accordo"
    
    Ci incamminiamo uno di fianco all'altro sul marciapiede. Gli passo la bottiglia, lui la ripone nello zaino. Io sto dalla parte della strada, lui da quella del muretto. Il sole è quasi tramontato. Mentre camminiamo mi prende la mano, io rispondo con un piccolo sorriso all'esterno, ma con un'intensa sensazione di felicità all'interno.
    
    Il collegio compare dopo la curva. Si vedono alcune macchine entrare e uscire dal cancello, sono per lo più genitori che vengono a trovare i propri figli. Entriamo in segreteria e chiediamo della signora Rosalba.
    
    Rosalba: "Eccoli qui. Ma siete in ritardo"
    
    Luca: "Ci scusi, il treno è arrivato in ritardo"
    
    Ci fa andare senza troppe storie. Corriamo nella nostra camerata. Non c'è nessuno, sono già tutti in mensa.
    
    Io: "Devo andare in ...
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