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Leo 3.0
Data: 22/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear
Sprofondai in un sonno di piombo abbandonato tra le braccia del mio Padrone. Ricordo che poco prima di cadere addormentato ci baciammo lungamente. Le mie mani accarezzavano il soffice tappeto che riveste il suo petto mentre affondavo le mie labbra e la mia lingua nell’incavo del suo collo strappandogli dolci gemiti di piacere. Poi il nulla… Fino a che le tenui lame di luce che filtrano dalle imposte mi costringono ad aprire gli occhi. Faccio per stirarmi e stranamente le mie braccia mi sembrano già distese. Volgo lo sguardo alla mia destra, sollevando leggermente il capo, e noto un elegante nastro di raso scuro che mi avvolge il polso per fissarsi alla spalliera del letto. Lo stesso per i rimanenti arti: sono completamente immobilizzato. Non faccio nulla. Semplicemente attendo. Dalla penombra compare una figura: il mio Padrone. Addosso solo un paio di calzoncini da ginnastica blu, di quelli con lo spacco. Sul petto e sulle gambe scintillano le gocce di sudore, frutto della fatica dell’allenamento appena terminato. In mano un telo per asciugarsi e qualcos’altro che non riesco ad individuare. Si è alzato presto, evidentemente. E non solo per inchiodarmi al sontuoso giaciglio. “Buongiorno Schiavo – mi sorride bonario mentre si avvicina. Inizio a fremere – Dormito bene?” Annuisco mentre con il frustino che ha in mano schiocca un primo colpo secco che sibila nell’aria immota e colpisce le lenzuola a pochi centimetri dal mio corpo. Istintivamente sobbalzo ...
... per schivare il colpo che credo sia rivolto a me. Ansimo. Comincio a grondare sudore. “Ti ho fatto una domanda schiavo. Hai dormito bene? Hai riposato?” Annuisco nervosamente mentre cammina lungo i bordi del letto lasciando partire qualche staffilata. “Bene… Sono contento! – con il frustino inizia a seguire la sagoma del mio corpo. Lo maneggia con leggerezza, quasi fosse un piumino per la polvere, e non uno strumento di tortura. M’irrigidisco. – Abbiamo un sacco di cose da fare oggi… Il nostro week-end sta per concludersi e voglio farlo nel migliore dei modi. Sei d’accordo?” Annuisco ancora una volta. La punta del frustino corre sulle spalle, mi solletica le ascelle. Passa e ripassa nell’incavo. È terribile ed eccitante al contempo. Lui sorride, divertito dal fatto che non posso sottrarmi al supplizio cui mi sta sottoponendo. Sbuffo e gemo mentre inarco il mio corpo, divincolandomi come un ossesso. Parte una sferzata che mi sfiora la guancia. “Non permetterti mai più di muoverti e di godere senza il mio permesso, lurida troia! – mi ringhia avvicinando la sua faccia alla mia. Si tranquillizza immediatamente e riprende ad analizzarmi - Bene, bene… E così siamo davvero sensibili al solletico… - il frustino mi sta ora tormentando i capezzoli – …Il tuo coach non mentiva!!” Mi blocco per un attimo, con sguardo interrogativo: cosa che rapporti ha il Padrone con lui? Ignorando la mia tacita domanda, sposta il nuovo gioco verso il basso. Fa scorrere la parte ...