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Leo 3.0
Data: 22/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear
... impazzite, provocandomi un forte senso di vertigine. Mi duole la testa. Le lenzuola di seta che, fino a pochi istanti prima avrei ricordato come una dolce alcova d’amore, sono fradice del mio sudore. Mi agito convulsamente, come se la mia disperazione ed il mio affanno fossero sufficienti a strappare quei cazzo di nastri di raso nero. Interminabili istanti mi separano dal suo ritorno. Istanti nei quali provo a rilassare il mio corpo e la mia mente nell’attesa dell’evolversi degli eventi. Lentamente torno in me. Il respiro si fa normale. Riacquistate le mie funzioni cerebrali riesco ad assaporare l’aroma che impregna l’indumento che m’imbavaglia. “Sono andato a preparare l’occorrente per la doccia e qualcosa per te… – annuncia ripresentandosi completamente nudo e con l’uccello in tiro ed il frustino in mano – Tu stamattina hai dormito, ma io mi sono allenato nell’attesa che ti svegliassi! - e mi monta sopra un’altra volta iniziando a frustarmi con l’uccello scappellato – Adesso è il tuo turno di lavorare un po’...” Fulmineo mi toglie il bavaglio per riempirmi la gola del suo cazzo. Affonda fino a lambire la mia bocca con i peli delle palle: “Bravo ragazzo! Ciuccialo, goditelo per benino… Bravo… Così…” Ora che le mie ansie si sono acquietate, una volta di più, posso aspirare quel nettare divino, impreziosito dal liquido prespermatico che copiosamente si riversa nel mio palato. Impegnato in quell’incredibile pompino, non mi sono reso conto che i miei piedi hanno ...
... riacquistato la libertà. Lo realizzo solo quando il mio Padrone si solleva da me, mi mette un cuscino sotto la schiena e mi solleva le gambe oltre la testa. Appoggia il suo culo peloso sulle mie labbra: “Lecca, troia!” mi ordina prima di fare lo stesso con il mio buco. Per quello strano 69 mi allarga per bene le chiappe; sputa un po’ di saliva nell’anellino fremente ed inizia a lavorarlo. Alterna l’azione della lingua a quella del mento barbuto che struscia lungo tutto il solco tra le chiappe. Ancora un insopportabile solletico che, per reazione, alimenta la mia erezione già al limite del godimento. Soddisfatto del risultato, prende il frustino appoggiato accanto a me. Sento la plastica dura del manico ruotare intorno al mio anellino fremente. Lo punta. Lo apre. Dapprima poco. Poi il buco cede arrendevole, dilatandosi in funzione del diametro che lo sta penetrando. Inizia a scendere. Lento ma inesorabile, arresta la sua corsa a metà strada. Risale e, senza uscire completamente, viene nuovamente spinto verso il basso. Il supplizio prosegue per diversi minuti “Mmmm… - mugugna soddisfatto mentre le sottili pieghe della mia rosellina si tendono fino all’inverosimile – Si sta dilatando che è una meraviglia! Sai che ti dico, schiavo!? Che è tempo di cambiare gioco un’altra volta!” E il nuovo gioco consiste nel lasciarmi l’impugnatura piantata in culo. Si solleva per un attimo e, con le gambe piegate si diletta a strofinarsi la punta del frustino nel solco delle ...