1. Io Sono Elbe |5| Eterno Ritorno


    Data: 23/01/2020, Categorie: pulp, Autore: Cigno

    ... Come potevo esserle io d'aiuto? Anche io ne avevo bisogno! Avevo aspettato tanto di incontrarla fino al punto di credere di aver aspettato invano. Avevo dimenticato i motivi per cui la sua presenza mi era necessaria tanto quanto la mia fosse necessaria per lei. Dunque parlai. Decisi di confidarmi. Era la prima volta che lo facevo. Sentivo di doverlo fare, dopo tutto quello che avevo passato. “Ricordo un viaggio di alcuni anni fa. Ero spaesata, confusa. Più o meno come adesso lo sei tu. Avevo stretto amicizia con un'altra donna, conosciuta in circostanze strane che non ti illustro nei dettagli. Ti basti sapere soltanto che era profondamente diversa da me eppure stranamente in sintonia. Legammo parecchio. Azzarderei quasi a dire che ci amammo, sebbene il modo con cui esprimevamo il nostro amore era molto diverso. Avevamo interessi e passioni parecchio divergenti. Eppure, la nostra relazione fu parecchio fruttuosa. Ci confidammo i nostri rispettivi segreti. Ci confrontammo su alcuni punti di contrasto. Litigammo, a volte. Era normale. Eravamo due persone che imparavano pian piano a conoscersi meglio. Vi era una sorta di attrazione magnetica. Poi io ritornai a casa. Non la sento più da allora.” “Perché me ne parli, adesso?” disse lei, totalmente spaesata. “Volevi che ti dicessi qualcosa di me. Ecco, l'ho fatto. Non era quello che ti aspettavi?” “E' ...
    ... la cosa più bella e sincera che qualcuno mi abbia detto da quando sono qui.” rispose lei. Sorrise, sebbene i fumi dell'alcol sembravano avere avuto la meglio. La sorressi e le dissi di affidarmi a me. L'avrei riportata a casa. Non poteva certo camminare da sola in quelle condizioni. “Io non ho una casa.” disse, con un filo di voce. “Allora starai da me, stanotte.” risposi io. Arrivati a casa la feci distendere sul divano e le portai una coperta. Era bella. Provata. Usurata. Dovevo ancora decidere se credere o meno a tutte le cose che mi aveva detto. Tutte le vicessitudini che aveva passato prima di incontrarmi. I motivi per cui decise di intraprendere questo tipo di percorso. Eppure, ne riuscii a scorgere la bellezza. Una bellezza carnale, rappresentata da quelle dolce curvi a malapena celate dal tessuto della maglietta. Una bellezza intellettuale, sebbene nascosta sotto gli strati di alcol che le avevano appannato la vista. Rimasi per tutta la sera a fare da guardia. Era la prima volta che mi capitava. La conoscevo soltanto da poche ore eppure sentivo un moto di affetto e di attrazione uniche. Lo stesso tipo di attrazione che avevo avuto tanto tempo prima, con Elizabeth. Sfiancata, esausta, senza aver mangiato nulla quella sera, mi addormentai, di fronte alla mia ospite improvvisa, col sorriso sulle labbra e una nuova leggerezza attorno al cuore. 
«123»