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Il servizio militare
Data: 26/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: tanganica
... grosso, con una maestosa cappella, pur di sentirmi sfondare il culo da quel meraviglioso cazzo, sarei stato disposto a fare qualunque cosa mi avesse chiesto e non mi sarebbe importato di far scoprire la mia omosessualità. Non potei più allontanare lo sguardo da quel superbo e maestoso “arnese” tanto che il legittimo proprietario si accorse oltre che del mio interessato sguardo, anche della mia eccitazione. “Ti sei eccitato guardandomi – mi disse – è chiaro che sei interessato al mio cazzo di cui io sono molto orgoglioso, ma ti avverto che non mi piacciono i maschietti, sono etero e intendo rimanere tale, anche se in tutta onestà oggi mi accontenterei di un bel pompino e forse…. chissà, quindi se vuoi prendilo, è tuo”. Io ero come in trance, eseguii imbambolato, mi avvicinai a quella maestosa “mazza”, la strinsi vogliosamente con entrambe le mani, m’inginocchiai, la baciai a lungo, la leccai in tutta la sua lunghezza, feci lo stesso trattamento anche ai due grossi coglioni e poi mi concentrai sulla rosea, dura e vellutata cappella che infilai lentamente dentro la mia bocca spingendola fino in gola. L’amico gradì il trattamento e tenendomi ferma la testa, provvide ad imprimere al suo cazzo un lento movimento d’andirivieni, cominciò a scoparmi in bocca, poi si fermò per darmi modo di leccare la sua lunga asta, che doveva superare abbondantemente i venti centimetri, perchè stringendolo con il palmo della mano alla base ne rimanevano fuori una quindicina di ...
... centimetri. La mia bocca era tornata ad assaporare un cazzo..... e di che dimensioni !!! per questo cercavo di prolungare il più possibile questi momenti leccando e succhiando molto lentamente. Per un attimo guardandolo in faccia mi resi conto che lo avevo portato al massimo dell’eccitazione, infatti, lo sentii mugolare e subito dopo una violenta sborrata mi riempì la bocca. Io mi affrettai ad ingoiare e non volli perderne nemmeno una goccia, continuai a succhiare e a pulire quel cazzo stupendo che mi stava riempiendo la bocca e mi aveva regalato la sua meravigliosa crema che finalmente aveva interrotto il mio digiuno. Avevo ancora un gran desiderio, dopo questo magnifico pompino desideravo anche farmi sfondare il culo, però non sapevo come farglielo capire. A risolvere il problema ci pensò lui stesso dicendomi “Per adesso completiamo la doccia, poi andiamo in camerata, tanto siamo soli e lì continuiamo”. A me sembrava tutto un sogno, non risposi, ripresi a lavarmi e quando anche lui ebbe finito ritornammo insieme in camerata. Eravamo veramente soli, ma per precauzione chiudemmo la porta della camerata; ci avvicinammo alla sua branda e poiché eravamo nudi, lo strinsi a me con passione e desiderio, lui rifiutò questo abbraccio perchè si sentiva etero, ma allo stesso tempo m’invitò a fargli di nuovo un pompino che aveva gradito tantissimo, perchè fatto con l’ingoio, poi aggiunse che se gli fosse diventato di nuovo molto duro mi avrebbe inculato perché sentiva il bisogno ...