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Dio del peccato [prologo]
Data: 26/01/2020, Categorie: Etero Autore: ConteMax1968
... io a cercare te, liberati e arriva o vengo a prenderti sotto casa, questo non piacerà a qualcuno…….” “Figlio di puttana, non ti azzardare, so che lo faresti ma ti consiglio di non andare oltre” La interruppi con voce decisa e ferma, tono irremovibile “Smettila, sai come vedo le cose, inutile che ti incazzi e serbi rancore, gli accordi li sapevi fin dall'inizio, ci sono motivi che non capiresti per ciò che ho fatto. Preparati, esci, devo vederti, devo parlarti.” “Dammi mezz'ora stronzo, arrivo” Mi sedetti sulla panchina e mi accesi una sigaretta, ritornando con la mente a mesi indietro, quando Lucy era diventata più di un semplice gioco erotico, più di uno stupido orgasmo sessuale. I nostri rari incontri serali in pochi mesi divennero abituali e fugaci unioni, a qualsiasi ora, in qualsiasi momento eravamo l'uno pronto ai desideri dell'altra. Troppo oltre la mia regola numero uno, non potevo permettermelo, non avrebbe mai potuto resistere al mio fianco, nessuna donna poteva farlo, madre natura era stata generosa con me, ma allo stesso tempo maledettamente letale. Mi alzai andandole incontro, si muoveva sinuosamente pronta a sferrare il suoa attacco, sapeva che per me poteva essere fatale. Si avvicinò fissandomi come se avesse visto un fantasm. “Vedo che fare il bravo manager ti si addice, hai anche messo qualche chiletto” “Le diete sai che non fanno per me, nemmeno sport e palestra” “Sì, adesso raccontami che sei sparito perché hai troppo ...
... lavoro e non potevi gestire più il tuo giocattolo” “No, sai bene che non mi voglio legare a nessuno, sai bene che è impossibile, e tu sei riuscita in tutto quello che nessuna donna è mai riuscita a fare” “Pfui, mi hai solo usata per il tuo divertimento e quando hai trovato di meglio sei sparito come un vampiro all’alba. Scema io credendo di averti fatto mettere la testa a posto” “Lucy, io….Non posso avere una donna al mio fianco, non posso vivere con una donna come te né con nessun’altra” “Tutto qui quello che dovevi dire? Speravo in qualcosa di più convincente” La fissai negli occhi forse anche troppo: “So che non mi credi e mai mi crederai ma te lo farò capire, dammi solo il tempo di dimostrartelo e vedrai che capirai” “Tempo…….No, non ho più tempo per te e per i tuoi segreti motivi, non ho intenzione di ascoltarti oltre” Fece per girarmi le spalle ma la immobilizzai trascinandola a me, il cuore mi balzò in gola nell’istante in cui la toccai, eccitazione e adrenalina iniziarono a pulsarmi nelle vene colpendomi dritte come una fucilata, i suoi occhi nei miei, fissi, immobili. Cercò di opporsi, sforzi inutili, era una donna almeno quindici centimetri più bassa di me e con una quarantina di chili in meno. La sua bocca era vicina alla mia, la sentivo ansimare per lo sforzo, ma capii subito che quello era uno sforzo involontario, la bocca era schiusa e senza alcun indugio, avvicinai le mie labbra alle sue, penetrandola senza pietà con la mia lingua. La ...