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Federica 32
Data: 27/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: Italy456987
Rimanemmo come tre allocchi mentre si allontanava tirandosi di nuovo giù la gonna anche se era così corta che se si fosse piegata si sarebbe visto il rossore della sua chiappa. Proprio in quel momento suonò il campanello e lei rallentò vistosamente la sua camminata presa da un panico improvviso, ma poi drizzò le spalle e si avviò fiera verso la porta pronta ad interpretare la sua parte. Il pisellone purtroppo abbandonò il mio culo ma per fortuna si misero in piedi ai lati della mia bocca guardando il monitor che io riuscivo a vedere anche se parzialmente oscurato dalle due cappelle che prontamente iniziai a lambire felice di quel regalo inaspettato. La cappella perfetta dello zio e quella enorme e meravigliosa di Gino (quasi il doppio) si toccavano ed io riuscivo con la lingua a sentirle entrambe. Come erano lisce e roventi al tempo stesso……mi stavo quasi dimenticando degli avvenimenti dell’altra stanza presa com’ero da quei due oggetti duri. “buon giorno signor Osvaldo si accomodi” Rallentai i movimenti della lingua per sentire attentamente cosa si stessero dicendo di la, rimanendo tutti e tre in religioso silenzio senza emettere un sospiro. Approfittando del fatto che il padrone di casa era rimasto pietrificato con la bocca spalancata a causa della visione paradisiaca di Clara vestita come una troia, si girò e, camminando verso il divano, disse….. “venga si accomodi le offro un caffè?” Noi vedemmo chiaramente gli occhi che radiografavano il bel ...
... culone che lei intelligentemente evitava di dimenare troppo vistosamente sapendo di dover interpretare la parte della vittima innocente. “ah….grazie……non vorrei disturbare……” “ma no si figuri…….” Poi mostrando il culone a noi si chinò verso la poltrona e battendo due volte la seduta con la mano mostrando di sicuro quasi tutta la mercanzia che strabordava dalla camicetta….. “si accomodi qui che glielo preparo” Lo sguardo del padrone di casa era al limite del comico: la guardava con gli occhietti porcini strabuzzati, quasi non credesse a quello che vedeva. Intanto io prendevo confidenza con quelle cappelle leccandole sempre più intensamente, ma non osavo toccarle con le mani per paura che loro si distogliessero dal filmato e mi togliessero i gingilli. La preparazione del caffè fu di sicuro molto particolare perché noi non vedevamo la zia, che si era messa volutamente nell’angolo cieco della telecamera, ma il viso del signor Osvaldo era paonazzo e più di un volta si sistemò il davanti dei pantaloni che si stavano gonfiando in maniera notevole. La zia conversava amabilmente del più e del meno mentre lui rispondeva a monosillabi sempre più rosso e disperato. Conoscendola sono sicuro che parlasse appoggiata al piano americano strizzandosi le tette coi gomiti, come le piaceva tanto, facendole quasi schizzare fuori dalla camicetta. Poi vedemmo apparire la nostra tentatrice per portare un bicchiere d’acqua alla vittima dei suoi magheggi e, da come si chinò ...