1. Una cagna al mare (immaginando una gita in programma)


    Data: 30/01/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: JoyChiara

    ... scendere sino alle grandi labbra l’umore denso. L’idea che mi sarebbe stato messo al collo mi faceva impazzire di piacere. E ancora più il fatto che lo stessimo comprando pubblicamente, come se tutti potessero leggermi in viso che la cagna ero io. “Questo starebbe bene anche a te!” disse Angelo per sfidare il pubblico ludibrio. Lo fulminai di desiderio, “è vero, abbiamo gli stessi colori” e non potetti completare la frase perché non avevamo mai pensato a dare un nome a questa Lupa Maremmana inesistente. “Ci serva anche una ciotola grande, quelle di metallo, facili da pulire” E così avevamo completato l’acquisto e tornammo verso casa con il pacco sfrontatamente ostentato tra le mani. Giunti a casa non facemmo nemmeno in tempo a poggiarlo per terra che stavamo scopando e non ci pensammo più.
    
    Questa era stata la grande occasione di prova. L’annuncio di una gita erotica, su una spiaggia nudista, senza freni per chi volesse fare sesso in pubblico e con ritiro in albergo per la sera, sempre riservato a coppie scambiste. L’unico patto fatto con Angelo è che non mi avrebbe costretto ad avere rapporti sessuali con altri, né uomini né donne. Lo stava rispettando. Sapevo che un giorno non lo avrebbe fatto più e non capivo se aspettavo anche io quel giorno o no. Problema rimandato. Sentivo però che per Angelo quello che stavo facendo ora era molto più importante e significativo. Molto più eccitante, da far scoppiare la testa solo a pensarci.
    
    Sedutami sul tappeto, dinanzi alla ...
    ... ciotola, stetti un po’ annoiata e stanca ad aspettare, esclusa da tutta la compagnia che scherzava e rideva, prendendo posto intorno al tavolo. Io avevo ancora il collare, non l’ho mai levato per due giorni, ma non so perché avevo anche il guinzaglio, che mi pendeva davanti. Questo mi faceva sentire ancora più vulnerabile, perché chiunque avrebbe potuto afferrarlo costringendomi a seguirlo. Guardavo i commensali, ma non vedevo Angelo. Capii che era salito in camera e provai rabbia. Quanto avrei desiderato una doccia anch’io. Invece sulla spiaggia mi aveva sciacquato con una pompa, sempre messa a quattro zampe, e poi asciugata con un telo da mare e fatta salire sulla jeep per il rientro, seduta sul fondo. Cosa avrei fatto ora se qualcuno si avvicinava e mi tirava per il guinzaglio? Avrei urlato? Fatto resistenza? Sarei uscita dal ruolo, alzandomi e mettendo fine al gioco? Penso di si. Però quel guinzaglio pendeva davanti a me e tutti quegli uomini mi stavano osservando, tranne Angelo. Che entrò in sala tutto ripulito e con l’abito buono, per la sera.
    
    Il cameriere intanto mi aveva servito. Abbassai lo sguardo sui cavatelli e poi sentii lo sguardo del Cameriere, imbarazzato forse più di me. Nessuno forse si aspettava una scena del genere. Nudismo in spiagge e scopate nelle stanze, niente di più. Camerieri pronti a fare commenti nelle cucine su tutte queste signore zoccole. “Che dici con quella ci provo?”.
    
    Io invece ero in scena. Oscena. Umiliata! Soprattutto umiliata.
    
    Appena ...
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