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Una cagna al mare (immaginando una gita in programma)
Data: 30/01/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: JoyChiara
... rialzai lo guardai sul Cameriere fu luii ad abbassarlo repentinamente. Si alzò e senza scatti si girò per tornare al tavolo. Cercai ancora gli occhi di Angelo che si era seduto tra due coppie, ma lui si negò, anche se capii che mi stava guardando e immaginavo la sua eccitazione. Caddi invece sugli occhi di una Signora dallo sguardo carico di disprezzo e compiacimento. Poggiò la mano sul ginocchio del marito che mi sorrideva e che si voltò a dirle qualcosa. Fu in quel momento che scoppiai a piangere! Sentii una sedia spostarsi e dei passi avvicinarsi. Ero seduta su un fianco, appoggiandomi su una mano e con le gambe piegate di lato. Sapevo che era Angelo, o meglio lo speravo di cuore perché non avrei sopportato altro. Mi aspettavo però un rimprovero, una sculacciata, speravo non in faccia ma sul culo. Invece si limitò, con una mia certa delusione, a consolarmi. Prese il guinzaglio e dopo avermi accarezzato la testa, come si fa ad un cane, mi chiese di mangiare. In pratica mi fece capire di mettermi per bene a 4 zampe e affondare il viso sulla ciotola. Questo era più crudele di una sculacciata e di un rimprovero recitato, di nuovo sentii tutta l’eccitazione di essere così umiliata. Mi alzai sulle ginocchia, mani per terra, e affondai il viso nella ciotola che nemmeno mi aveva asciugato le lacrime. Non si soffia il naso ad una cagna. Lo fece invece, dopo che sollevai la faccia, sporca di muso. Mi pulì il muso con il suo tovagliolo e poi sfilò dai calzoni un ...
... fazzoletto con cui mi invitò a soffiarmi per bene il naso, dopo averlo passato sugli occhi. Gli trattenni la mano e gliela baciai con forza, tirandolo un po’ perché non andasse via e non mi lasciasse sola. Non lo fece. Doveva essere crudele e lo era stato meno di quanto pensavo. Si rivolse ai commensali che ci guardavano: “scusate Paola non è ancora abituata, non voleva disturbarvi il pranzo. Se lo fa di nuovo prometto che la punisco e la mando in stanza” e a quel punto mi dette due sonore sculacciate “e ora continua a fare la brava e mangia tutto, senza disturbare!”. E tornò al tavolo dove lo sentii per tutta la sera parlare in allegria e raccontare le cose più sconce di me, soprattutto alle Signore che ogni tanto mi guardavano divertite. Non so quanto invidiose o convinte di avere più potere di me. Lo stesso le mie colleghe. Dicevano di vedermi cambiata, e con questo dicevano anche altro. Eravamo solite cambiarci negli spogliatoi e io avevo preso da tempo l’abitudine di depilarmi del tutto il pube e di indossare il perizoma. Loro non facevano che sfottermi. Avevo divorziato da poco e quindi stavo diventando una troia, una pronta a farsi scopare da tutti. Una zoccola. Nulla di più falso. Mi sarebbe stato molto difficile ed era stato l’incontro con Angelo a trasformarmi e farmi scoprire Porca, sino in fondo Porca. Ma volevo che lui fosse il mio unico e solo Padrone, anche se sapevo che un giorno mi avrebbe offerta ad altri uomini. Temevo quel giorno. Temevo di deluderlo. Di certo ...