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Pendraiver
Data: 31/01/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad
“Come ti chiami?”, bisbigliò Manuel, mordicchiandogli lascivamente il lobo dell’orecchio. Si erano conosciuti in chat qualche ora prima e dalle foto si erano subito piaciuti: foto che nella realtà non avevano deluso le aspettative, come invece succede troppo spesso. “Pendraiver…”, mormorò lui in risposta, rabbrividendo per la voluttà di quei mordicchiamenti. “Pendraiver?”, si stupì Manuel. “Sì, scritto come si pronuncia, Pendraiver”, precisò lui, ancora perso nei brividi di piacere. “E che cazzo di nome è?”, saltò su Manuel. Pendraiver si riscosse, stupito che il suo nome destasse tanta meraviglia. “Mio padre era un fanatico dell’informatica, - spiegò – e diceva che io dovevo essere il suo archivio dei dati personali, la sua piccola pendrive, appunto.” Manuel lo fissava a bocca aperta, senza parlare. “Mio padre era un fanatico dell’informatica, - ripeté Pendraiver imperturbabile – faceva esperimenti, sai… voleva trasformarsi lui stesso in un computer…” “Ma era fissato…”, osservò Manuel, scioccato più che altro dal tono tranquillo con cui l’altro snocciolava quelle assurdità. “No, era affascinato dall’informatica…” “E c’è riuscito?” “Cosa?” “A trasformarsi in un computer?” “No, è morto fulminato da una scarica elettrica, mentre cercava di connettersi alla rete… Ma c’era quasi vicino…” “Cazzo!...” Questa è una famiglia di matti, pensò. La voglia gli era quasi passata a sentire quelle mattane e si ritrasse dalla sua parte del ...
... letto con la testa confusa: com’era possibile che un uomo pensasse di trasformarsi per davvero in un computer? “Mi stai prendendo in giro, vero?”, fece quasi speranzoso. “No. – rispose Pendraiver e, voltandosi verso di lui, allungò la mano a prendergli il cazzo molle – Non ti va più?” “Certo che mi va, - mentì Manuel – è che…” “Ci penso io.”, disse Pendraiver e, chinatosi, accostò le labbra all’uccello moscio, lo scappellò, tenendolo delicatamente con due dita, e slinguazzò un paio di volte il glande avvizzito, risucchiandolo infine in bocca. Aveva un sapore amarognolo: sapeva un po’ di pipì e molto dello spurgo che la precedente eccitazione aveva prodotto. Pendraiver lo avvolse con la lingua, esercitando una leggera suzione; mentre gli faceva scivolare la mano destra sotto le palle, vellicandogli il breve spazio del perineo, fino a raggiungere il buco del culo, umido di sudore, che punzonò e poi trafisse con il medio fino a metà dito. Manuel rispose con un sospiro che era quasi un rantolo e il cazzo gli si gonfiò all’istante, costringendo Pendraiver a rigurgitarlo per non esserne soffocato: solo la cappella trattenne fra le labbra, iniziando a lavorarla con una perizia che neanche lui sapeva di possedere. Pendraiver, infatti, non era un succhiacazzi: certo, ne aveva leccato qualcuno ogni tanto, ma non è che lo entusiasmasse trattenere in bocca quell’ affare guizzante, che non trovava di meglio che spisciolare umori viscidi e amarognoli. Si sentì come una ...