1. Paola e Giulia


    Data: 01/02/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: Andrea77

    ... Qualcuno, con lo smartphone, rubava istantanee sfocate e mosse dei loro visi, così come dei loro culi magnificamente inguainati in quei pantaloni spessi ma attillati. Qualcuno le guardò più insistentemente. Fu Giulia a notarli per prima: quattro uomini, due bianchi e due di colore. I bianchi sulla quarantina, alti, fisico asciutto, rasati. Evidentemente fratelli perché si somigliavano molto. I neri sembravano più giovani, uno a sua volta molto alto, anzi, più degli altri, e snello, con un fisico nervoso e scattante, l’altro parecchio più basso, rotondo e massiccio. I loro sguardi sembravano voler penetrare i vestiti delle due donne. Giulia fu attraversata, lungo la spina dorsale, da un brivido che non seppe attribuire a paura o a eccitazione. Incapace di sostenere le loro occhiate, fece un cenno a Paola. La mora, più spavalda, sfidò immediatamente quegli sguardi indagatori, fissando negli occhi i quattro uomini uno a uno. Intimamente Paola era una donna insicura, e come tutti gli individui insicuri reagiva in un solo modo: attaccando. I due più giovani distolsero a loro volta lo sguardo, ma gli altri due lo mantennero sul bersaglio: nei loro occhi c’era una luce sinistra. «Andiamo, su», disse Giulia, leggermente spaventata. Si avvicinava l’ora di cena e la grande piazza, la più grande a portici d’Europa, tendeva a svuotarsi mentre le luminarie natalizie iniziavano a riempire l’ambiente di luce e colore a intermittenza. Le due allungarono il passo, ma i quattro le seguivano ...
    ... diligentemente a una distanza di una ventina di passi. «La mia auto è qui, in una strada laterale», disse Paola, con un tono d’urgenza nella voce. «Andiamo.» Tagliarono per una traversa, una strada stretta e malamente illuminata. Si guardarono attorno e alle spalle: li avevano seminati. Giulia sembrava sollevata. Anche l’amica aveva avuto paura, anche se non l’avrebbe ammesso. Giunsero alla bianca auto della donna, salirono a bordo e Paola inserì la chiave nel quadro. Inopinatamente, le portiere posteriori si aprirono di scatto e due dei ragazzi (i due quarantenni) salirono a bordo. «Adesso facciamo un giro», disse il più grande di loro. L’altro, Paola lo vide nel retrovisore, aveva una mano in tasca. Nessuno poteva sapere cosa vi tenesse: una pistola? Un coltello? Le due donne si scambiarono uno sguardo spaventato. In che guaio si erano cacciate? Poi decisero che, probabilmente, sarebbe stato meglio assecondarli. L’uomo che aveva parlato frugò nelle borse delle due donne e sottrasse i telefoni cellulari, poi fece cenno a Paola di mettere in moto. L’autò si immise nella congestionata circolazione natalizia, seguendo le indicazioni che venivano impartite. Su un’altra auto, un’utilitaria che sembrava aver visto giorni migliori, i due ragazzi di colore seguivano il quartetto a breve distanza. Il viaggio durò a lungo. Almeno un’ora durante la quale le due auto abbandonarono Torino in direzione Moncalieri, seguendo Corso Unità d’Italia, per poi dirigersi alla volta dell’astigiano. ...
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