1. Il camper - parte 2


    Data: 02/02/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: foxtied

    ... conversazioni via chat susseguitesi dopo l’incontro nell’agriturismo, abbiamo concordato di vederci presso il parcheggio di una zona commerciale di Roma, dove avrei lasciato la mia macchina per passare sul camper.
    
    Ci incontriamo verso le 10, ho con me solo un piccolo zaino con qualche cambio, del resto la maggior parte del tempo dovrei passarla nudo, quindi sarebbe stato inutile portare troppe cose; ai giocattoli avrebbe pensato lui, quindi parto leggero.
    
    Salgo in cabina ovviamente dal lato passeggero e, visto che nel parcheggio non c’è praticamente nessuno, mi propone subito di legarmi polsi e caviglie con polsiere e cavigliere: resto un po’ titubante, anche se i vetri sono oscurati… siamo comunque dentro la città e la cosa non mi mette proprio a mio agio, anche se mi stuzzica. Alla fine mi faccio convincere, così gli porgo i polsi e lo lascio mettermi le polsiere di cuoio, entrambe dotate di anelli. L’abitacolo è molto spazioso, il camper è nuovissimo e credo costi parecchio; si abbassa per mettermi le cavigliere, anche se con i pantaloni la cosa non è proprio agevole.
    
    “Metti le braccia dietro la schiena” mi dice… “Ma sei sicuro di questa cosa?” – “Perché no? Tanto davanti o dietro, sempre legato ti troverebbero, cosa cambierebbe?” Non ha tutti i torti, quindi metto le braccia dietro la schiena e lui mi blocca i polsi mettendo un lucchetto a chiudere gli anelli delle polsiere. Stessa cosa con le cavigliere. A questo punto mi aspetto che metta in moto per partire, ...
    ... invece tira fuori da un borsone altre due fasce di cuoio, che mi applica alle braccia, sopra i gomiti e che chiude con un altro lucchetto. Le braccia sono ora molto strette e la posizione abbastanza costrittiva… e mi sto eccitando! Per finire mi avvolge il collo con un collare che fissa alle barre del poggiatesta: “Ecco, ora sei pronto a partire Fox! Vorrei anche imbavagliarti, ma aspetterò che siamo usciti dalla città…” Mette in moto e usciamo dal parcheggio per andare a imboccare la tangenziale e poi l’autostrada verso Firenze.
    
    “Non ti ho fatto vedere l’interno, è molto confortevole e ho già preparato tutto: oltre ai letti c’è una sedia che ho fissato al pavimento e un bel tavolo ripiegabile ma molto solido. C’è molto spazio…” – “Non ho dubbi, il camper è bello grosso…” Mentre dico queste parole, inavvertitamente porto i piedi avanti sotto il cruscotto e noto che lui segue questo movimento corrugando le sopracciglia… non gli do molto peso, ma ne avrei capito di lì a poco il motivo. Dopo quindici minuti siamo in autostrada e stiamo per arrivare al casello… nessun problema, ha il telepass, quindi passiamo senza la necessità di abbassare i vetri. Proseguiamo per qualche chilometro, finché vedo che mette la freccia ed esce in un’area di sosta laterale all’autostrada.
    
    “Preso dall’eccitazione ho dimenticato di bloccarti i piedi… ora provvedo” Era questo il motivo che non avevo afferrato prima, quando ho portato avanti i piedi, seppur legati insieme dalle cavigliere, aveva ...