1. Un temporale, dentro e fuori


    Data: 06/02/2020, Categorie: Etero Autore: Malena N

    E' buttando giù qualche riga che esterno il mondo che ho dentro. E' nell'intimo incontro con un anonimo foglio bianco che ammetto chi sono veramente. Eppure ho pensieri che battono in testa a cui non so dar voce. Emozioni che non hanno un nome e che, se provo a descrivere, non hanno più neanche un senso. Come se tutto perdesse di valore, come se tutto perdesse di intensità nel momento stesso in cui provo a spiegarlo. Allora perchè, quello che sento, spinge e scalcia per venire fuori! Forse perchè, oggi, è inevitabile. Forse perchè oggi è caldo, come caldo è stato quel giorno. Caldo di quel caldo che si attacca alla pelle e non da tregua. Forse perchè oggi è sole, come è stato sole quel giorno. Di quel sole che splende alto e fiero, accecando tutto e tutti. Una valigia. Una fottutissima valigia, credo sia tutto ciò che mi serva. Partire, cambiare aria. Allontanarmi da questa città infame che è piena di noi e che è ancora più infame perchè vuota di noi, da quando non sei qui. Ho un giorno per tutto io. Una data sempre, per ogni cosa. Ma questo giorno, più di qualsiasi altro giorno, mi turba nel profondo e, tu, non puoi sapere quanto. L' inquietudine mi appartiene e non servirebbe scappare. Seduta e sudata, su questo gradino, davanti a un negozio di via Toledo, mi vedo. Eccomi, nervosa e impaziente, mi vedo. Non potevo essere altrove oggi, se non qui. Non potevo raccontare di altro oggi, se non di questo. "Alle tre va benissimo, molto meglio. Diego sarà andato a lavoro e ...
    ... saremo soli." Penso alla tue parole e fremo in corpo alla sola idea. Soli. Mi chiedo come ho fatto ad aspettare. Come ho fatto a reprimere la voglia incessante di essere fra le tue braccia e poi giù, fra le tue cosce. Non è servito a un cazzo allontanarti. Non è servito a un cazzo niente, se non ho fatto altro che pensare a te, sopra di me. Cammino veloce nei mie short di jeans blu, ignorando la folla che entusiasta è in giro per saldi. Mi sembra tutto così strano. Io, mi sento strana. I passi sono lunghi e spediti ma la strada è interminabile. Mi specchio in ogni vetrina solo per incrociare il mio sguardo acceso. Mi specchio in ogni vetrina solo per ricordare a me stessa che sto andando nell'unico posto dove voglio andare. Nella tua vita. Nel tuo letto. Sono già eccitata ma in realtà lo sono da sempre. Da quando ho ispirato il tuo odore, da quando ti ho sfiorato la pelle. Ti voglio addosso e poi dentro. Sono impazzita l'altra sera. Mi sono strusciata sul tuo cazzo, in macchina, senza averti. Ti ho aperto i jeans, messo le mani nelle mutande e ti ho toccato con tutta la frenesia di cui sono capace. E' una smania irragionevole la mia, ma irragionevole sono io. E' a questo che penso mentre rallento il passo. Mancano ancora 10 minuti e penso che è di 10 minuti che deve essere fatta l'eternità. Sono sotto casa tua, ti chiamo. Alzo la testa per guardarmi intorno con la consapevolezza che questo squarcio di vicolo sarà il mio paradiso e poi il mio inferno. "Mi apri? Sono giù." Cerco di ...
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