1. Auto stop


    Data: 06/02/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: nh-paul

    Sempre dal mio archivio sicuramente qualcuno di voi lo avrà già letto ma lo trovo così delizioso che mi è piaciuto riproporlo a chi non lo conosce ancora, buona lettura
    
    Roberto era alla guida del suo furgone e stava tornando a casa dal giro di consegne che il suo datore di lavoro, un corriere espresso, gli aveva assegnato. Erano le otto di una sera d'estate ma, nonostante la stagione, stava per piovere. Il cielo era scuro e, di tanto in tanto, un lampo illuminava la strada, seguito dal rumore del tuono. A Roberto non piaceva viaggiare la solo con un tempo del genere, ma fece buon viso a cattivo gioco: cosa altro avrebbe potuto fare se non continuare a guidare? La strada che stava percorrendo non era molto trafficata, dato che l'ora di punta era passata e tutta la gente normale stava comodamente seduta a tavola per la cena. Speriamo di arrivare presto a casa, pensò, pregustando la cena che sua madre gli avrebbe preparato. Andava a velocità non molto elevata, con una prudenza che gli era diventata congeniale da quando, sempre alla guida del suo furgone, era stato testimone di un brutto incidente stradale. Aveva deciso che arrivare un quarto d'ora più tardi era meglio che non arrivare e così si era piazzato sugli 80 chilometri orari, calcolando che per percorrere i trenta chilometri che lo separavano da Milano gli sarebbe stata necessaria circa mezz'ora. Mentre ragionava così, vide la prima goccia schiacciarsi contro il parabrezza, subito seguita da molte altre, che si ...
    ... trasformarono in brevissimo tempo in un vero e proprio temporale. Rallentò l'andatura, così come tutti gli altri automobilisti, ed accese le luci di posizione, guardando con la massima attenzione la strada di fronte a sé. Mentre passava di fronte ad un distributore di benzina, ormai chiuso, vide un viso giovane e simpatico, di un ragazzo completamente fradicio, che aveva le dita della mano nella classica posizione di chi richiede un passaggio. Il ragazzo, scuro di pelle e con i capelli ricci, gli ispirò un'istintiva fiducia e decise di fermarsi per prenderlo su.
    
    - Vieni su, dai - gli disse mentre quello si avvicinava sotto la pioggia scosciante.
    
    - Grazie, sei veramente gentile, ma ho paura di bagnarti i sedili: vedi come sono ridotto?
    
    - Non preoccuparti e sali, questa non è un'auto di lusso.
    
    Giuseppe si issò nell'abitacolo, grondando acqua dai capelli e dai vestiti e si sedette.
    
    - Freddo? - gli chiese Roberto, che aveva notato un brivido represso.
    
    - Un po'. Sai non ero preparato a questo temporale ed ho solo questa maglietta fradicia, senza niente sotto.
    
    - Non preoccuparti, mettiti su questo - gli disse Roberto passandogli un camice che normalmente usava quando effettuava le consegne, ma che era ancora perfettamente pulito.
    
    Giuseppe non esitò, e si tolse la maglietta bagnata, mettendo a nudo un torace non molto muscoloso, ma asciutto e praticamente senza peli. Roberto lo guardò con la coda dell'occhio e sentì una strana sensazione alla bocca dello stomaco: ...
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