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Tu cosa avresti fatto al mio posto?
Data: 07/02/2020, Categorie: Etero Autore: Malena N
Non erano questi i patti, lo so. Non erano questi, ma chi se ne frega! Non sprecherò di certo l'occasione. Spero comunque tu non voglia fare il professorino del cazzo, dal momento in cui, come dovresti ben sapere, conosco la lezioncina a memoria. Ci ho messo tempo ma l’ho imparata bene e non c'è regola oggi, che ormai mi sfugga. Non è colpa mia, però, se io so sempre tutto. Non è colpa mia se la gente sente il fottuto bisogno di parlarmi di te. Di informarmi su ciò che tu fai e su dove tu sei. Come se questi occhi chiedessero involontariamente di te, come se io, inconsapevolmente e continuamente, elemosinassi di sapere. La prima cosa che ti dirò, semmai tu avessi l'istinto e l'intenzione di caziarmi, sarà "Tu cosa avresti fatto al mio posto?" 0h si, non vedo l'ora. O questa frase vale solo nel caso in cui c'è una troia, seduta nella tua macchina, che vuole succhiarti il cazzo? Tu cosa avresti fatto al mio posto? Ma poco importa, perchè ciò che importa, è quello che io farò. Non sono questi i patti, eppure mi sfidi. Vieni qui, invadi il mio spazio, respiri la mia aria. Sai che voglia ho di vederti ma ti aspetti che io me ne stia buona. Ebbene, sotto la doccia, dove non puoi vedermi, sono stata tutto tranne che buona. Ho insaponato questo corpo fino a consumarlo, l'ho sfiorato, l'ho toccato e l'ho penetrato pensando di avere il tuo cazzo duro dentro. Si, il tuo cazzo duro dentro. Ho stretto i capezzoli fra le dita audaci, li ho portati alla bocca e succhiati. Sono venuta ...
... gemendo e godendo mentre ero piena in ogni buco. Le unghie hanno scavato solchi sulla pelle, hanno lasciato i segni. L'acqua scorreva e batteva ma non ha spento l'incendio. E sono questi segni sulla pelle che ora guardo mentre, con la spugna bianca dell'accapatoio, mi asciugo piano, accarezzando ogni centimetro di carne. Posso asciugare tutto oggi, ogni goccia, ma non il lago che ho fra le cosce. E'tutto il giorno che penso a cosa indossare e soprattutto a che espressione stamparmi in volto. Tutta fatica sprecata, tanto, quando ti avrò di fronte, saranno gli occhi a parlare. Saranno i gesti a tradirmi. Mi guardo allo specchio e sorrido, tutto questo mi fa già stare bene. Saperti qui, da qualche parte, riempie già i miei vuoti, saperti qui, da qualche parte, mi riempie già la vita. Faccio tutto di corsa perchè mi sento in gabbia. Ogni cosa che faccio, prima di te, mi separa da te. Esco di casa in fretta, non posso starci un minuto in più. Voglio uscire, vedere la luce, camminare e sentirmi viva e leggera. Finalmente Riccardo mi dice dove siete. Adoro i miei colleghi. Potrei dire qualsiasi cosa e a qualsiasi cosa crederebbero. Tanto non sanno un cazzo di me come non sanno un cazzo di te. Li ho pregati di non dirti nulla, gli ho detto che non ti vedo da chissà quanto e che voglio farti una sorpresa. Una sorpresa, certo, senza sapere, però, che sono loro che hanno fatto una sorpresa a me. Vi vedo da lontano, seduti al tavolo del bar. Vi sorrido mentre, camminando spedita e sicura, ...