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Il culo non va in vacanza - 1
Data: 09/02/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FringuellinoCaldo
Un altro ricordo di gioventù. Quell’estate il direttivo dell’oratorio aveva affittato un residence situato in una località balneare del sud per le famiglie della parrocchia, ragazzotti compresi. Partimmo, tutti in fila indiana con le proprie auto. Fra i partecipanti alla gita c’erano una dozzina di marpioncelli. Tra questi anche tre “Maschi” che frequentavano i locali parrocchiali e si erano già presi i miei orifizi per godere, gli altri erano loro parenti o amici. Era inoltre presente anche R., lo conoscete, è una delle altre zoccolette del gruppo, come ho già raccontato era il mio “padroncino”, gli altri dicevano che eravamo due fighette che lesbicavano. In realtà mi faceva fare tutto quello che voleva, ero veramente una cosa sua. Fin dalla prima sera trovammo il modo dormire assieme, anche se si trattava di un ostello alla buona, c’erano le camere con bagno libere in un'ala un po' defilata e fu deciso, anche per comodità dei genitori, che i ragazzi sarebbero stati tra loro, io e lui ci proponemmo per occuparne una. Quelli, ovviamente ignari del reale motivo per il quale volessimo una camera per conto nostro, ci chiesero se volevamo andare in una più grande, con altri ragazzi, ma noi insistevamo ed infine la richiesta fu accolta e ci ritrovammo soli soletti in camera. Questo suscito un po’ di ilarità ma anche soddisfazione fra quelli che sapevano, dei Maschi di cui sopra, uno mi strizzò l’occhio, consapevole di quello che sarebbe successo in quella ...
... stanza. Eravamo arrivati in serata, facemmo un giro sul lungomare poi, con la scusa che eravamo stanchi io e R. ce la filammo in camera. Era passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ci eravamo visti ed adesso avevamo una gran voglia scambiarci la sborra. Giunti in camera, vista la situazione fummo prudenti, in un primo momento non facemmo nulla oltre ad una doccettina assieme, poi andammo sul balcone a guardare il panorama, con addosso le sole mutandine. Ci limitavamo ad infilarci a vicenda dentro le mani ed a prendercelo un po’ in mano a vicenda, tanto per riscaldare l’ambiente. Dopo ci sdraiammo sui lettini, ognuno per conto suo. Facemmo bene, infatti i nostri familiari vennero a salutarci ed a controllare come ci eravamo sistemati. Non appena se ne furono andati e ci accorgemmo che non c’era più movimento nei corridoi togliemmo gli slip ed io mi lanciai sopra R.. Immediatamente presi a leccarlo ed a succhiarlo dappertutto, la bocca, i capezzoli, le cosce, i piedi, il culo, poi, finalmente, arrivai al cazzo. Quella era l’estate in cui stavo affinando l’uso della bocca. I Maschi erano diventati più esigenti, ma cominciavo ad essere veramente bravo. Tutti si facevano succhiare e facevo un’infinità di pompini, ma R. rimaneva il mio cazzo preferito. Glielo baciai solo io per qualche istante poi iniziammo un bel sessantanove col dito in culo. Un crescendo di goduria, si udiva solamente il rumore delle ciucciate ed il nostro ansimare unito al cantare delle cicale ...