1. Il culo non va in vacanza - 1


    Data: 09/02/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FringuellinoCaldo

    ... poi premette, una sorta di clistere artigianale.
    
    Mentre spruzzavo dentro al water lui stava lì’ a guardare.
    
    Dopo volle farlo pure lui, per provare.
    
    Mi è tornata in mente questa cosa e rammento che era un’esperienza nuova, però dopo quella notte imparammo a praticarla più spesso, generalmente alle “feste”, in questo modo potemmo evitare di mangiare troppa merda. In quelle ammucchiate succedeva sempre di ricevere in bocca cazzi già più volte entrati nei nostri culi, farciti come coni gelati. Un modo per aver meno problemi ed essere sempre più puttane sottomesse.
    
    Un conto era ripulire ed ingoiare la sborra o un po’ di piscio, ma quella roba lì era veramente pesante da buttare giù.
    
    Mi ero liberato, ben svuotato e ripulito mi sistemai nel centro del letto, alla pecorina, aspettando che R. me lo buttasse nel culo. Adesso stava arrivando un cazzo vero.
    
    Mi sputò fra le chiappe, spalmò la saliva con la cappella, gli bastò premere appena durante il scivolamento nel solco che quando passò sopra al buco ci entrò automaticamente dentro, completamente, aperto com’era.
    
    Entrambi avemmo un singulto di piacere.
    
    Era bello duro e nonostante non fosse lungo e rigido come lo scopino mi piaceva infinitamente di più.
    
    Ne prendevo tutti i giorni di ben più grossi, maturi, potenti, duri, instancabili e cattivi, ma quello era il cazzo di R., il mio preferito.
    
    Sicuramente dopo gliel’avrei infilato anch’io, un attimo, giusto per venire.
    
    Ma adesso mi stava sbattendo con ...
    ... impegno, nel frattempo non mancava di sculacciarmi un pochino, ero una zoccola, me lo meritavo.
    
    Eravamo sul più bello quando ci accorgemmo che qualcuno bussava piano piano o, meglio, “grattava” la porta.
    
    R. si fermò subito, innanzitutto fermò la mano temendo che fosse stato proprio il rumore di questa che picchiava sul mio culo ad aver allertato qualcuno, poi mi sfilò il cazzo dal buco, afferrò gli slip e si avvicinò alla porta.
    
    “Dai, aprite, sono Ciccio, lo so cosa state facendo… fatemi entrare, voglio divertirmi anch’io!”.
    
    Ciccio parlava sottovoce. Lui era uno che frequentava saltuariamente l’oratorio, aveva già conosciuto sia il mio culo che quello di R. e le nostre bocche.
    
    Un bel ragazzo, più vecchio di noi, infatti aveva la stessa età ed era grande amico di T. e M., assieme ai quali ci aveva spesso scopati fino all’estremo. Ricordo che era stato presente alla ormai famosa “festa” che ho descritto nel racconto “La festa del culo” e non solo a quella dove io ero l’unica cagnetta presente ma a parecchie altre che avevano visto protagonisti anche R. e Virna, nonché ad incontri più privati e “profondi” nelle segrete stanze della parrocchia, del paese ed a casa di M..
    
    R. socchiuse la porta, poi: “Fai piano, Ciccio, che ci sentono…” dopodiché lo fece entrare.
    
    Però questo non era solo, con lui sgattaiolò in camera anche Piero, un altro di quelli che si erano aggregati con la famiglia al gruppo vacanze, era suo cugino, viveva in un altro paese ma Ciccio gli ...
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