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Sverginità: "barbara"
Data: 10/02/2020, Categorie: Etero Autore: renart
... sfuggiti al controllo della fascia e le pendono sul viso, l’espressione ancora un pelo stravolta. Mi guarda, riacquistando un minimo di contegno e di coraggiosa arroganza. “Hai ottenuto quello che vuoi, adesso puoi andartene. Fallo subito e non chiamerò la polizia, te lo prometto”, dice cercando il mio sguardo negli ovali del passamontagna. “E chi ti dice che abbia ottenuto già quello che voglio?”, ribatto con un tono che nelle intenzioni vuole essere seducente e aggressivo al tempo stesso, sulla falsariga di Clint Eastwood nei film di Leone, per intenderci. Ci manca solo che sputi sul pavimento, adesso, dopo aver finto di masticare l’ultimo residuo di tabacco. “Che altro vuoi da me?”, fa con voce allarmata, stringendo le mani sul bordo del tavolo, fino a sbiancarsi le nocche. “Io in realtà niente, ma, vedi, lui ha preso proprio una fissa per te, da quando ti ha vista sull’autobus. Capisci?” spiego con calma, nelle vesti del socio buono, mentre dal taschino della camicia tiro fuori il pacchetto e accendo una sigaretta. “Fumi?”, chiedo porgendole il pacchetto aperto, “Dai, prendine una, rilassati... e passami il posacenere che è dietro di te”. Lei accoglie mansueta entrambe le sollecitazioni, tirando avidamente dalla cicca che tiene tra due dita visibilmente tremanti. Ogni tanto fa un passo timido verso di me chinandosi in avanti per scrollare la cenere nella noce di cocco che ho in mano - inclinazione che mi dà modo di apprezzare le zizze abbondanti raccolte ...
... nel reggiseno di pizzo nero, che fanno capolino dallo scollo della camicetta che, nella furia dell’amplesso, ha perso due bottoni. Ha il viso contrito, non più preoccupato – o almeno è questa l’impressione che mi dà -, ma pensieroso sì, come se stia cercando di capire qualcosa che le sfugge. Alla fine rompe gli indugi e, fissando un punto sopra la mia testa, chiede chi sia questo lui che non vuole lasciarla in pace. Rido di gusto, una risata grassa e piena, sfacciata anche nell’atteggiamento sprezzante che la produce, con quel reclinare all’indietro la testa e spalancare la bocca, il ventre che sobbalza tracotantemente. Poi, totalmente immerso nella mia parte, torno serio di colpo. La fisso. La donna sfugge il mio sguardo, come se scottasse, si mantiene con una mano i lembi della camicetta e si china un’ultima volta per spegnere il mozzicone. Quindi si riappoggia al tavolo, unica sua certezza in questo momento, e mi guarda con un lampo di paura negli occhi, tormentata dall’attesa di una risposta. “Lui è lui”, faccio in tono solenne, abbassando gli occhi sul membro a barzotto che comincia a dare i primi segni di risveglio. La donna segue la discesa del mio sguardo e capisce. “So che l’articolo è di tuo interesse, quindi togliti dalla faccia quell’espressione da santarellina scandalizzata, che proprio è un ruolo che non ti si addice”, sentenzio, succhiando l’ultimo tiro e stropicciando il filtro nella noce di cocco. “Cosa ne sai tu di me”, ribatte lei con un’impennata di ...