1. Grido liberatorio


    Data: 11/02/2020, Categorie: Etero Sensazioni Autore: Idraulico1999, Fonte: RaccontiMilu

    Quel lontano giorno d�agosto era notevolmente torrido, tanto arroventato, tuttavia la corrente infuriava in maniera energica e le ventate improvvise che urtavano la cute, producevano al tempo stesso molte bizzarre e inedite vibrazioni. Benché la città si fosse gradualmente svuotata, molti lavoravano anche adesso, perché nell�aria con l�olfatto si poteva percepire una fragranza di dolci e di pagnotte calde in lontananza, perché qualcheduno nel quartiere limitrofo, probabilmente in una di quelle case laggiù oltre la strada illuminata dai lampioni, stava sfornando anche le paste fresche mattutine da consegnare alle caffetterie e presso i bar della metropoli che ancora poltriva.A quell�ora presto, infatti, s�avvertiva un bislacco e singolare silenzio, in effetti erano le tre di mattina, quell�ora &egrave comprensibile che ci sia poca affluenza per strada, in aggiunta a ciò i tenui frastuoni non giungono fino al quinto livello d�una palazzina. Daniela era distesa sul canap&egrave e aveva lo sguardo fisso puntato al di fuori della finestra, scrutava sorniona la volta celeste che sembrava proprio voler offrire dell�acqua alla terra, ma in realtà i suoi occhi non stavano vedendo nulla, poiché era come se fosse stata testualmente incantata e in seguito magnetizzata dai suoi medesimi concetti interiori. Quella mattina di buon�ora non aveva proprio desiderio d�uscire, in quanto le piaceva restare in casa, quando fuori il tempo non era dei migliori, per il fatto che si disponeva sul canap&egrave con ancora indosso gl�indumenti per la notte, perché adorava eccezionalmente infilarsi le sottovesti in raso anche nei giorni più caldi appoggiandosi sul corpo perfino un lenzuolo sulle gambe.La sua mente stava progressivamente ripercorrendo il sogno che aveva ultimato quella notte, in verità le capitava sporadicamente di provare un orgasmo durante il sonno, per il fatto che nel tempo in cui si svegliava era ancora tutta accesa e infoiata. Lei si trovava presso un veglione, l�armonia e la tiritera dei brani era molto forte, la sala era zeppa di ghirlande tinteggiate, c�era molta affluenza, ciascuno portava degli abiti d�epoca, lei all�opposto era vestita da fanciulla capricciosa con le trecce simili al personaggio dell�omonima serie televisiva �Pippi Calzelunghe� di tanti anni orsono che proiettavano nella TV. Lei sgambettava per la sala squadrandosi da ogni parte senza sapere che cosa stesse esattamente cercando, finché non s�accorse ammirandosi allo specchio che il suo costume era molto particolare. Aveva solamente un perizoma rosso e persino gli stivali, le lunghe trecce le sfioravano i capezzoli irti e la maglietta sufficientemente striminzita da lasciare scoperte le favolose chiappe. Anche gli altri frequentatori avevano dei costumi peculiari ed erano per la circostanza tutti uniti in coppie. D�improvviso qualcuno la ghermì alle spalle, Daniela non si voltò, sbarrò gli occhi e inarcò la schiena, in quanto lasciò che quella persona dal cazzo abbastanza ...
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