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magic lights
Data: 12/02/2020, Categorie: Etero Autore: Giulisa
Un altro concerto, un'altra data.Un palco che si smonta e che appare come per magia in un 'altra città.Ma di magia e illusione c'è poco quando sei il lighting crew boss del tour di un celebre gruppo rock..Migliaia di fans ogni sera gridano come a sfidare le note che escono altissime dagli amplificatori.Aspiro una lunga tirata dall'ennesima canna, mi sfilo i guanti da lavoro e stiracchio le dita, ma quante ore abbiamo dormito stanotte dopo aver finito di smontare tutto?Un paio? Quattro? Meno male che qualcosa ci tiene svegli penso godendomi il fumo che mi entra dentro.Tra poche ore si va in scena, siamo in uno stadio al chiuso da stamattina alle prime luci che montiamo, allungo lo sguardo verso le tribune, hanno già venduto da mesi tutti i biglietti.I miei ragazzi si muovono sul palco tra cavi e luci.Una scenografia su cui ho studiato a lungo e sono riuscito a farla approvare dal manager del gruppo e dai componenti stessi che hanno voluto dire la loro... divi! dopo anni ancora riescono a stupirmi nelle loro eccentricità!Cerco con lo sguardo la biondina. é da stamani che l'ho notata tra le prime persone che abbiamo incontrato entrando qua dentro.Non è bellissima, anzi forse pure un po' anonima se non fossero le sue prorompenti curve, passerebbe inosservata, ma ha qualcosa che ha catturato la mia attenzione, da subito.Lo sguardo: altero, fiero fin a sfiorare la sfrontatezza.Dal suo scarso metro e sessantacinque squadra tutti conscia solo del ruolo di potere che la investe: è una ...
... della sicurity!Quel dannato pass che le ciondola sul seno, ci rimbalza quasi esaltato, attaccato al nastro rosso: un richiamo fortissimo per il mio piacere.Ho lavorato sodo come sempre, ma ho pure tenuto d'occhio quel caschetto biondo, ho studiato nelle pause i suoi movimenti e le movenze, fatto domande apparentemente banali in cerca di informazioni.Si è proprio la persona giusta, mi sono detto..sorridendo dentro di me, pregustandomi un piacere che non tanto facilmente riesco a vivermi.I cavi, l'odore della gomma che struscia a terra, le casse con le luci, le impalcature per la scenografia dei led colorati, tutto mi scorre sotto gli occhi, mentre in inglese scambio qualche parola con il manager e il responsabile del suono. Tutto lo staff è inglese come la band, siamo gli unici stranieri del tour io e il mio team. La fatica si fa sentire, il sudore mi cola sugli occhi. Cerco di non pensare che pure stanotte sarà una notte brevissima di sonno e lunghissima di lavoro.Domani siamo a 700 km da qui.Scuoto la testa, mi rollo una sigaretta, e cerco lei. Non la vedo. Mi fermo stupito cercando di non dare nell'occhio..D'un tratto un �hoops� e un corpo avvolto da una divisa blu scuro mi vola letteralmente addosso.Mi parte un'imprecazione pesante, perchè con lei si è staccato un cavo e per poco non cadeva pure un fissaggio della scenografia. Mi rialzo e rialzo quel corpo, mi carico per sfogare la rabbia quando incontro il viso arrossato della biondina che più mi guarda e più arrossisce, ...