1. Mia moglie


    Data: 12/02/2020, Categorie: Etero Autore: Re Artù

    MIA MOGLIE (1) Marta ed io siamo coetanei di trenta anni destinati a sposarci fino dalle elementari: ci siamo conosciuti in parrocchia alle lezioni di catechismo prima, poi facendo parte del coro della chiesa, quindi come catechisti per i bimbi più piccoli. Le nostre famiglie si conoscevano da una vita, figli unici, educati, buon rendimento scolastico, laureati con il massimo dei voti all'università della città: lei pediatra all'ospedale ed io commercialista destinato a sostituire il suocero nello studio di famiglia ben avviato. Marta è una bella ragazza, ora donna, bionda con occhi celesti un bel seno, anche se non prorompente, un culetto alto e due gambe lunghe e toste; non si vestiva in modo appariscente quasi sempre camicetta larga e jeans, tutto coperto dal camice, un trucco leggerissimo e capelli per lo più legati a coda di cavallo. Io mi mantengo abbastanza in forma con le mie due ore di tennis settimanali e due ore di palestra, sto solo perdendo i capelli in modo un poco preoccupante, per cui li tengo con un taglio corto. Ci siamo sposati da circa due anni, senza figli, che sembrano non voler venire, con grave cruccio dei mancati nonni, ancora giovani e pronti a prendersi cura della prole,, abitiamo in un bell'attico in centro, regalatoci dai nostri genitori in occasione delle nozze, non ci manca nulla: frequentiamo ancora la parrocchia, siamo conosciuti e ben voluti da tutti: insomma rappresentiamo la coppia perfetta: giovani, innamorati, senza problemi finanziari, ...
    ... impegnati nel sociale ma......già ma: nel segreto della coppia c'era qualcosa che mi angustiava: Marta dal punto di vista sessuale era del tutto inibita, naturalmente eravamo giunti vergini al matrimonio, ed ora solamente rapporti destinati ad avere bambini, che poi nemmeno venivano, in posizione del missionario, senza varianti alcuna, senza giochini né preliminari né finali. Questa situazione cominciava a pesarmi soprattutto perché a studio con le due giovani segretarie ed i due praticanti quando i discorsi finivano sul sesso, tutti avevano da raccontare delle loro esperienze con i rispettivi partners, mentre io restavo muto, facendo la figura del sostenuto: il fatto era che non avevo nulla da raccontare. Una sera tornando a casa un poco prima del solito, lasciai libera la donna che ci aiuta in casa, preparai una cenetta intima (fra i miei hobbyes c'è anche la cucina) con tanto di candele e musica d'ambiente: quando rientrò Marta, rimase un poco interdetta,”Amore, che cosa festeggiamo?” “Noi!” risposi laconicamente: Dopo cena ci sedemmo sul divano e con noncuranza le misi la mano sulla gamba, naturalmente fasciata dai jeans: mi guardò negli occhi e sorridendo mi disse:” Ho capito, precedimi in camera, arrivo subito”, “Perché non lo facciamo qui...?” le sussurrai portando la mano verso l'interno delle sue cosce, “Ma scherzi? Vogliamo sporcare tutto e poi domani la signora Maria (la donna di cui sopra n.d.a.) che penserebbe? No dai, vai in camera!” A quelle parole, sapevo già ...
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