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Il colino cap. I
Data: 15/02/2020, Categorie: Etero Autore: passepartout
... sette ore di sonno. Ma non ero sempre così casalingo, quando avevo il turno di mattina, in genere durante il fine settimana, mi dedicavo al cinema, mia grande passione ed all’uscita con gli amici. Avevo visto il film di Tarantino: Bastardi senza gloria, una pellicola che non avevo esitato a paragonare ai suoi più famosi successi: Pulp fiction e Kill Bill vol. I e II. Trovo geniale per il cinema attuale, la continua rivisitazione di generi che l’estroverso regista italo-americano ama fare. Utilizzare la lingua originale avvalendosi dei sottotitoli, per conferire al film un realismo concreto, concedersi il vezzo di cambiare i caratteri grafici dei titoli iniziali, scoprire attori ai più sconosciuti, come quello straordinario Christoph Waltz, interprete del colonnello Hans Landa. Tutto questo, lasciando intatte le sue innate capacità di miscelare ironia e profondità. Quentin era tornato alla grande. Nella stessa settimana avevo visto, trascinato da un’amica, il film di Tornatore: Baarìa, di una lunghezza eccessiva e non supportato dalla necessaria dinamicità filmica. Inoltre, tradiva in un finale surreale per me incomprensivo, quell’aspettativa che aveva sostenuto tutto il film. Avevo passeggiato in centro alla ricerca di libri e di abiti per completare il mio guardaroba, rendendomi conto che non avevo bisogno di altro. Anche se Wilde sosteneva che del superfluo non se ne può fare a meno, da qualche tempo avevo una visione più ascetica sull’argomento. La mia vita sentimentale ...
... non era attiva, uscito fuori da situazioni caotiche nelle quali mi ero gettato, avevo preso tempo e non cercavo altro, ero sereno e in pace con me stesso. Certo il sesso mi mancava, ma senza alcuna implicazione, in parte perdeva significato. Trascorrevo il fine settimana fra piccoli impegni e laute concessioni di libertà. Non mi fermavo troppo a casa dei miei durante la settimana, solo il tempo di giocare un po’ con la nipotina. La domenica a pranzo, mia madre mi riempiva di domande sulle abitudini alimentari, mentre mio padre discuteva di politica spesso alzando il tono della voce. Quando il lunedì pomeriggio tornai al lavoro, non immaginavo che di là a qualche giorno un imprevisto avrebbe dato una svolta decisiva alla storia che vi sto raccontando. Successe quel giovedì. La signora era abbigliata con una camicetta bianca dalla generosa scollatura, un pullover di cotone color ruggine poggiato sulle spalle e una gonna a pieghe blu. Mentre le stavo servendo il tè, un cliente che si alzava dalla sua sedia alle mie spalle, mi urtò facendomi versare buona parte del contenuto della teiera sulla gonna della signora. Mi scusai prontamente e mi assicurai che non si fosse ustionata, dopo un attimo di spavento minimizzò l’accaduto e mi tranquillizzò, insistetti affinchè potesse asciugarsi la gonna in bagno e naturalmente le dissi che poteva farci avere il conto della lavanderia, se il capo avesse avuto bisogno di essere smacchiato. Accettò di recarsi in bagno per asciugare come poteva la ...