1. Il fuori programma di quella sera.


    Data: 16/02/2020, Categorie: Etero Autore: Siderio

    Sono passati tanti anni da quando ho avuto il privilegio di frequentare Giada.
    
    L'avevo conosciuta per caso e subito era scattato qualcosa d'inspiegabile e profondo tra di noi; ci vorrebbero ore per raccontarlo...
    
    Era una ragazza solare, camminava con il viso alto, con quei tacchi che le donavano quei pochi centimetri in più per farla sentire a proprio agio. Lei, infatti, non era altissima, almeno non quanto avrebbe voluto; questo la mortificava un po’ ma, in realtà, Giada nascondeva doti per le quali ho sempre avuto un debole...
    
    Di come ci siamo conosciuti e di quello che facevamo quando eravamo insieme, preferisco non dire, almeno per ora. Ma del fuori programma di quella sera, che resta per me un ricordo indelebile, mi piacerebbe raccontarvi.
    
    Avevo circa venticinque anni e lei poco più. Ci vedevamo tre o quattro volte al mese; sempre la sera, dopo che lei staccava dal suo lavoro in un noto bar. Arrivava profumata, segno che prima si preparava per me! Avevamo un paio d'ore per stare insieme prima che lei dovesse tornare a casa da suo marito…
    
    Vista la rarità degli incontri, era facile giustificare con lui i ritardi; straordinari, imprevisti, fuori programma e scuse del genere; funzionò così per lungo tempo…
    
    L’aspettavo sempre parcheggiato vicino al suo lavoro; su una stradina del centro storico di Perugia; era il nostro ritrovo segreto!
    
    Quella sera era caldo; era fine primavera, inizio estate. Lei arrivò vestita più o meno come al solito; vestitino ...
    ... intero fino a sopra le caviglie. Quella sera se non sbaglio era di color marrone, con fantasia di minuscoli gigli di Firenze bianchi e con bretelline sottili che reggevano una scollatura a V fino a sopra il seno.
    
    La accolsi in macchina con un sorriso e con un ciao. Ero felice quando potevo stare con lei e già pregustavo quello che sarebbe successo dopo. Sapevo che sotto quel vestitino c’erano, spoglie di reggiseno, due tette sode a forma di coppa di champagne; due capezzoli pronunciati, cilindrici come se fossero due ciucci senza cupola; pieni di rughette e pronti da mordere e succhiare.
    
    Aveva un corpo asciutto e curvilineo, vita stretta, pancia piatta interrotta dalla fossetta appena accennata dell’ombelico, pelle bruna spessa al punto giusto da non far trasparire niente del tessuto sottostante; un corpo di femmina giovane che già di per sé basterebbe per essere l’oggetto del desiderio di molti. Il pezzo forte però, era sicuramente il culo; due chiappe affusolate, totalmente prive di imperfezioni, nessun pelo naturale; due chiappe alte e sode con un piccolo neo nella parte interna di quella destra. Un piccolo neo non sporgente; sembrava disegnato e dovevi allargarle un po’ le gambe per scoprirlo.
    
    Non esagero se dico che a quell’epoca Giada aveva uno dei migliori culi di tutta la provincia! E infatti è stata una delle prime cose che notai, di lei, all’inizio; poi ho scoperto altro e di lì a poco ci meritammo insieme un posto a fianco a Paolo e Francesca nel vortice ...
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