1. Il fuori programma di quella sera.


    Data: 16/02/2020, Categorie: Etero Autore: Siderio

    ... continuavo a guidare ma non era facile… Viaggiavamo piano sulla superstrada e a un certo punto mi sorpassò lentamente una macchina con 5 ragazzi a bordo; io fingevo indifferenza ma loro non smisero di guardarmi fino a quando non si allontanarono; ancora oggi mi chiedo se avessero già capito cosa stava succedendo in quel momento nella mia macchina o meno; magari hanno visto per un attimo il suo culetto sporgere sopra la visuale degli sportelli; chissà, non lo saprò mai…
    
    Giada continuò a succhiarmelo fino all’uscita di Prepo. Mentre percorrevo la rampa in discesa, lei si alzò e ci guardammo; per entrambi era chiaro che non poteva finire così!
    
    Appena dopo l’uscita, presi la strada per l’Infernaccio; una piccola strada laterale che va verso la campagna. Era il primo posto isolato a portata di mano…
    
    Ci fermammo quando ancora le luci della città illuminavamo leggermente la notte. Il mio cazzo era ancora fuori; lei ritorno sul suo sedile, appoggiò i piedi sul cruscotto e tolse velocemente le mutandine appoggiandole raggomitolate sulla tasca dello sportello. Nel frattempo. Io finii di sbottonarmi i pantaloni e li abbassai fino alle caviglie; quasi per istinto la mia mano sinistra teneva il pene verso l’alto mentre la destra si avvento verso le sue parti intime totalmente esposte mentre aveva ancora i piedi sul cruscotto. Fu un attimo e me la ritrovai sopra con la sua lingua che roteava intorno alla mia. Con la mano destra mi teneva la testa e con la sinistra prese il mio ...
    ... pene e lo puntò contro la sua vagina; poi si abbasso facendolo scivolare tutto dentro di sé. Si strinse a me e prese il ritmo, si alzava fino al limite della cappella e poi giù fino infondo e così andò avanti per qualche minuto; su e giù, frenetico. Mentre ballava sopra di me; mi cingeva la faccia con le mani cercando la mia lingua con la sua. Eravamo fradici di saliva e di sudore. L’eccitazione era ormai inarrestabile, lei si fermò e mi disse: Prendimi dove vuoi amore mio, prendimi da dietro, ti prego!
    
    Uscimmo a fatica dalla macchina, lei si diresse verso il gretto del lato opposto della stradina. Io camminavo a fatica con i pantaloni abbassati.
    
    Si tirò su il vestito completamente zuppo. Appoggiò le mani tra l’erba del gretto e mi guardò aspettando che arrivassi. Una volta vicino, non resistetti ad immergere la mia faccia tra le sue chiappe; leccai di gusto quella splendida passera carnosa mentre con la punta del naso premevo contro il buchetto di dietro. Il mio cazzo era ad alta pressione; duro come il marmo, ondeggiava come un’asta ai miei movimenti. Era quasi dolorante e sentivo il bisogno di cacciarlo in qualcosa di stretto e avvolgente. Mi alzai e le appoggiai una mano sulla parte bassa della schiena. Con l’altra puntai il mio cazzo verso la sua fica; entrò subito; prima la cappella e poi vidi sparire tutto il resto. Iniziai a scoparla aggrappandomi alle sue tette. Il ritmo era sempre più frenetico, le strinsi i fianchi con le mani e aumentai la frequenza dei colpi: ...