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Il fuori programma di quella sera.
Data: 16/02/2020, Categorie: Etero Autore: Siderio
... dantesco dei lussuriosi. Ma torniamo a quella sera: Partimmo in macchina, destinazione lago Trasimeno; non era l’unico posto che frequentavamo per stare insieme ma, quella sera, decidemmo così… Conoscevamo già i posti vicino al lago dove ci si può appartare per fare sesso e scegliemmo quello più comodo. Facemmo tutto come al solito, non avevamo bisogno di molte parole; era tutto sempre molto chiaro! Quando potevamo stare insieme non facevamo che sesso e non cercavamo che quello; tutto il resto era superfluo. Tutto il resto fungeva da contorno senza distoglierci dall’obiettivo primario; stare più tempo possibile nudi insieme, procurandoci piacere a vicenda.. Quella sera non fu’ diverso e come al solito fu’ meraviglioso! Quando finimmo, eravamo sudati e assetati; decidemmo di bere qualcosa prima di tornare a casa. Al primo bar, in riva al lago, comprammo due bottigliette di birra. Poiché gran parte delle forze le avevamo consumate prima, decidemmo di rilassarci su di una panchina. Con lo sfondo del lago bevemmo velocemente guardando la gente che passeggiava. Il tempo scorreva velocemente con Giada; si stava facendo tardi e lei era un po’ in disagio perché il suo vestitino si era bagnato prima, durante il rapporto sessuale… Tornati in macchina, imboccai la superstrada per Perugia. All’altezza della galleria sotto Magione, mentre chiacchieravamo del più e del meno, lei mi confesso che non avrebbe dovuto bere quella birra dato che non reggeva affatto l’alcool. Io ...
... le chiesi se stava male e lei mi rispose di no, anzi… Lentamente si sollevò dal suo posto e mi mise le braccia intorno alle spalle, si avvicino e iniziò a baciarmi sotto l’orecchio destro e a passare la sua lingua morbida sul mio lobo e all’interno del resto. Io procedevo piano, già in quinta; tolsi la mano dal cambio e la appoggiai sulla sua schiena. Subito dopo, la mano scese fino al culo; la muovevo lentamente tra le due natiche soffermandomi spesso al centro; nulla che non conoscevo bene ma, era sempre un piacere! Non ci volle molto che lei mi allentò la cinta dei pantaloni e tirò giù la lampo, si alzò leggermente e…, con le mani sui miei fianchi, mi liberò leggermente dei jeans mentre io l’aiutavo, per quel che potevo, tirandomi leggermente su dal sedile. Qualche secondo per tirarlo fuori e poi iniziò a succhiarmi mentre io tentavo di guidare; era moscio e ancora umido dei suoi umori e del mio sperma visto che non era passata mezz’ora da quando avevamo finito di fare sesso. Sentivo la sua lingua penetrare tra la pelle e la cappella girando tutto intorno per carpire tutto il nettare rimasto. Col risucchio della sua bocca cercava di allungarlo e stirarlo verso l’alto alzando la testa. Sentivo lo schiocco del risucchio della sua bocca quando il mio pene si staccava dalle sue labbra; alzando la testa tentava di portarsi dietro la mia cappella ma ogni tanto le sfuggiva. Di lì a poco però i suoi sforzi furono ricompensati e di nuovo succhiava un cazzo duro… Io ...