1. Trans al bar (1)


    Data: 15/11/2017, Categorie: Gay / Bisex Autore: crigio, Fonte: Annunci69

    ... mia fessura. Mentre io mi rilasso, lui spinge e quell’enorme albicocca oltrepassa il mio anellino. “Sì, ci avevo visto giusto!”, ansima contento.
    
    “Oh, amore! È grossissimo!”, gemo, e la sua verga risale lentamente il mio budello.
    
    “E’ colpa tua! È colpa tua, come sempre!”, sibila, proseguendo inesorabile la sua corsa verso la mia prostata. Una sua mano mi passa davanti e invade il mio interno-cosce. Le dita mi frugano dappertutto e strofinano sempre più forte la mia rosellina profanata.
    
    “Allora: ti hanno fatto godere tanto?”, mi chiede tornando indietro col cazzo.
    
    “Oh sì! Tanto!”.
    
    “E ti hanno dato tanta sborra?”.
    
    “Un’infinità!”, rispondo, e la sua nerchia s’ingrossa improvvisamente, tanto da farmi sobbalzare.
    
    “Che c’è?”, mi fa.
    
    “Sei… ah!... sei duro… uff!”.
    
    “Ti piace?”.
    
    “Uff! S… sì…”. Rimane dentro di me un paio di secondi solo con il glande, poi riprende a spingere, piano piano.
    
    “Dove te l’hanno data la sborra?”.
    
    “In culo. Tutta in culo… oh!... ooooooohhhhhhh!”, ribatto, mentre un flusso caldo risale la mia schiena e mi esplode nel cervello. Reclino il capo e lo appoggio alla sua spalla, con la bocca spalancata a prendere più aria possibile. Lui mi infila due dita dell’altra mano in gola ed io serro le labbra e gliele succhio con avidità.
    
    “Godi, amore?”.
    
    “MMMMHMMMM!”, mugolo, annuendo. Allora, estrae le dita dalla mia bocca e le porta al mio petto, strusciandomele, bagnate della mia saliva, tutt’intorno al mio capezzolo. Intanto, ...
    ... l’altra mano non ha smesso un secondo di accarezzarmi la rosellina, mentre la sua minchia continua a scorrere avanti e indietro nel mio sfintere.
    
    “E ora? Godi?”.
    
    “Sì, cazzo!”, sbotto. Sento il culo rilassarsi al massimo e aprirsi come non mai. Il cazzone di Enrico si muove in me ormai senza incontrare alcuna resistenza. Del liquido vischioso mi cola tra le cosce.
    
    “Sì che godi! Bravo!”. Mi tremano le gambe. “Che succede, amore?”, mi chiede lui, fingendo preoccupazione, ma ben conoscendo ogni minima reazione del mio corpo.
    
    “Non mi reggo… ah!... più in piedi… mmmmmmm!”.
    
    “Ti tengo io”, mi rassicura, e mi siedo sulla sua mano che ho infilata tra le cosce e, di conseguenza, aumenta la pressione delle dita contro il perineo. Intanto, l’altra mano passa a massaggiare il secondo capezzolo: lo strizza e lo tira, pizzicandolo con le unghie. Il mio petto esplode in fuori e si offre completamente a queste incessanti attenzioni. “Così, bravo!”, mi esorta, e poi, d’un tratto, tre spasmi ravvicinati mi scuotono tutto.
    
    Enrico scoppia in una risatina di soddisfazione, ma non smette di torturarmi con mani, lingua e cazzo. Dopo un po’, però, sguscia fuori da me e le sue braccia mi abbandonano. Io dondolo perso nella mia estasi e quasi non mi accorgo che mi sta spingendo verso il letto.
    
    Mi fa girare e sdraiare. Mi prende le caviglie e mi squarta. Si adagia su di me e mi bacia profondamente. Arpiona le mie ginocchia con le sue braccia e armeggia per penetrarmi di nuovo. Ci riesce ...