1. L'azienda elettrica - parte iii


    Data: 22/02/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: ClaudiaSimontacchi

    ... sulle ciglia completano la trasformazione. Dalla camera da letto dico “ Antonio se volessi usare il bagno per una doccia ora è libero, usa pure l’accappatoio bianco”, non capisco la sua risposta ma sento la porta del bagno chiudersi. Come se nulla fosse cambiato rientro in sala sul mio tacco dodici vestita, o forse dovrei dire svestita, di tutto punto.
    
    Con uno straccetto inumidito e un panno carta fiorato mi dirigo al divano, e come una perfetta casalinga ripulisco il divano dallo sperma di Antonio e riasciugo il tutto. E’ palpabile la sensazione che Marcello mi stia guardando con desiderio, allora mi abbasso con l’intenzione di mettergli davanti la faccia il mio buchetto coperto appena dal mio sottilissimo perizoma in pizzo nero; mi accuccio sul divano come una bambina imbronciata a cui è stato tolto il giocattolo. Ci guardiamo, lo sguardo di Marcello è famelico “Ti sei vestita così per me ?”, come un’ipocrita rispondo “No, mi andava di vestirmi così, e basta?”. Mi guarda con apparente disprezzo “Non scherzare con il fuoco”. Raccolgo la sfida e mi inginocchio davanti a lui che nel frattempo si era seduto nuovamente, e con movimenti lenti gli slaccio, e sfilo, le scarpe e le calze. Gli sbottono i pantaloni e cerco di sfilarglieli, lui prontamente mi aiuta, gli sfilo i boxer aderenti, anche in questa occasione il sua aiuto e provvidenziale. Il cazzo è scultoreo ed odora di maschio. Lo aiuto a togliersi la camicia lasciata aperta … . Marcello a differenza di antonio è ...
    ... completamente glabro, l’addome ha una lucentezza marmorea, le sue cosce sono dure e levigate … tenta di accompagnare la mia testa sulla sua cappella rosea e gonfia, io lo fermo, e gli blocco le mani grandi sui braccioli della poltrona e mi allungo fino a prendergli in bocca la cappella che voleva offrirmi, la introduco più profondamente possibile e facendo su e giù con la testa, lo guardo maliziosa e comincio a pomparlo lentamente, lui muove il bacino desiderando con tutte le sue forze che io afferri con le mani il suo vulcano pieno di lava calda pronta a colare copiosa. Lascio che si contorca ancora un po’ nel suo stesso desiderio, poi porto le mie mani sulle sue gambe, le accarezzo fino ai piedi , senza mai sfilare la sua cappella turgida dalla mia bocca. Gli infilo le mie dita delle mani tra le sue dita dei piedi, continuando a pomparlo lentamente, poi gli afferro con due mani il suo cazzone ormai completamente e abbondantemente insalivato, e comincio a segarlo a due mani. Successivamente la mia mano sinistra si ferma alla base del suo pene, per tenere retratta la pelle, la destra stimola il glande insieme alla mia lingua. “No cazzo, cosi mi fai venire” non lo ascolto e continuo il mio lavoretto e con tre dita gli stimolo la cappella lucida, insalivo il pollice per stimolargli il filetto in tensione. Marcello ansima come se quella operazione gli generasse un piacere potente e ingestibile, si contorce quasi, per sottrarsi a quella tortura per poi concedersi nuovamente, continua a ...