1. Luana IX - Catena di svuotaggio


    Data: 24/02/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: VicentinoGrey

    ... sottostare alle bramose e perverse voglie di uomini diversi dal marito. Nel dormiveglia, colse una lama di luce entrare dalla porta della camera e poi il buio ricadde nella stanza. Disse a sé stessa che stava sognando e si girò supina. La sua testa pullulava di immagini scabrose registrate dai suoi occhi nelle ore precedenti. Trascorsero pochi minuti e una mano le premette la bocca mentre altre due la afferrarono per le braccia. Spalancò gli occhi, in preda al terrore e all’angoscia, ma non vide nulla. Sentì che la maglia che indossava veniva fatta a brandelli e gli slip strappati di dosso. Non portava il reggiseno di notte e dunque fu denudata in pochi secondi. Volse lo sguardo verso Luana e vide che dormiva tranquilla. “Com’è possibile che dorma con tutto questo movimento?” si chiese “hanno drogato mia figlia!” si rispose, ma non ebbe tempo di formulare altri pensieri. Qualcuno accese la lampada che stava sul comodino e Marisa poté vedere cosa stava accadendo. C’erano tre uomini nella stanza. I loro visi non erano del tutto sconosciuti: Marisa ricordava che avevano sostato davanti alla spina della birra per oltre un’ora. Indossavano magliette aderenti, jeans e mocassini. Uno bianco, uno caraibico e uno sicuramente africano: la sua carnagione era olivastra. Mentre i primi due la tenevano bloccata, il negro si spogliò del tutto e mostrò con orgoglio un membro di proporzioni mostruose. Non aveva mai visto nulla di simile in vita sua. Il sesso era orizzontale, già ...
    ... parzialmente in erezione. Era lungo quasi quanto il suo avanbraccio e la grossezza del glande era poco inferiore a quella del suo pugno chiuso. Si rendeva conto che lei era una donna più piccola della media, ma doveva fare i confronti con il proprio corpo e non con quello di una pallavolista! Era inorridita e allo stesso tempo affascinata dalle fattezze equine del fallo nero. Voleva urlare, gridare aiuto, ma la sua gola era bloccata, il respiro mozzato dall’angoscia. Le corde vocali tese dalla paura erano impossibilitate a vibrare. L’attenzione verso la bestia nera davanti ai suoi occhi era talmente forte che non si avvide di essere stata liberata dagli altri due uomini. Lei era rivolta con il viso verso il fondo del letto, a quattro zampe, e il negro era davanti a lei, sorridente. Il bianco aveva sputato sulle dita della mano destra e le accarezzava le labbra del sesso. Era uno scrupolo inutile: il suo sesso gocciolava umori e rivoli luccicanti percorrevano le cosce. Il caraibico invece le aveva preso in mano le grosse tette e le massaggiava con vigore. Non riusciva a capire perché non riuscisse a reagire. Il negro fece un passo verso di lei e il suo pene era a meno di un centimetro dalla sua bocca. La donna alzò lo sguardo verso il volto beato del negro, vide che questi scopriva il glande e poi lo avvicinò alle sue labbra. Marisa aprì la bocca, come se fosse la cosa più naturale del mondo e, come se il membro fosse uno stantuffo che le premeva in basso, la sua vulva spruzzò i liquidi ...
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