1. Angelica (bbw) ed io in vacanza a maiorca


    Data: 26/02/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: pato3

    ... mangia”.
    
    Avrei aspettato che si stancasse di succhiarlo, ma probabilmente sarei ancora lì, così la interruppi e le chiesi di non dare troppo nell’occhio. Le dissi che quel tipo la stava riprendendo. “Non me ne frega un cazzo, amore”. Fu la sua risposta. Mi baciò con la lingua, leccandomi mezza faccia. Tutti si eccitarono ancor di più e come prima fu una calca per palpeggiare e (nelle loro intenzioni) umiliare la mia Angelica.
    
    In quel gruppetto c’erano anche due ragazzi di colore. “Amore, non mi sono mai fatta dei negri! Li voglio”. “Anche io, amore”. Mentre sulla sua figa si susseguivano mani di perfetti sconosciuti (io ne ho contate almeno quattro, in quel breve lasso di tempo), lei cercava di parlare con uno dei due ragazzi di colore. Si toccò un seno e chiese ad uno di avvicinarsi con la mano. Questo si fece avanti e lei le disse: “Voglio scopare con te e con il tuo amico”. “Lo prendi in culo?”. “Lo prendo dappertutto!”, rispose lei urlando eccitata.
    
    Mise una mano nei pantaloni al nero. Ancora “guarda questa puttana” qui, e “guarda questa cicciona” là. Intanto il cazzo del nero si fece duro e si vedeva benissimo. Anche perché dopo aver fatto rigonfiare bene i pantaloncini, lo tirò fuori per segarlo meglio. Mentre lo segava, si girò verso di me, mi baciò e mi disse: “Andiamo, vengono con noi”.
    
    Ci allontanammo, lei non lasciò un attimo il cazzo del nero. Tenerlo fra le mani era la sua assicurazione sul fatto che ci avrebbero seguiti a casa. Andammo al bar. ...
    ... Ordinammo ancora shottini. Angelica era diventata fradicia. E prima era ubriaca ma capace di camminare in modo normale. Finiti gli shottini barcollava vistosamente.
    
    Ci incamminammo verso l’appartamento. Tre ragazzi ed una ragazza completamente ubriaca e mezza nuda. Con il culo che straripava dagli shorts e una tetta di fuori (“Lasciala fuori!”, mi disse quando provai a coprirla, “lascia che vedano!”), ci aggiravamo in mezzo alla gente, per lo più giovani, che ci guardava divertita. Arrivammo a casa. Erano le 4 meno qualche minuto.
    
    Facendo le scale, io ero davanti, lei dietro di me e dietro di lei gli altri due. Naturalmente non potevano resistere e così, vedendosi il culo in faccia, uno dei due le abbassò gli shorts, complimentandosi a voce alta per il perizoma invisibile della mia Angelica. Ci fermammo, visto che doveva sfilare gli shorts. E poi una volta lì Angelica si era fatta prendere dai bollori e si era sdraiata sulle scale pronta a farsi scopare. Ma i ragazzi la spogliarono e basta e la incoraggiarono a fare le ultime rampe di scale “per fare un po’ di ginnastica, che non ti fa male”.
    
    Entrammo dentro casa. Il tempo di andare ad accendere la luce in camera da letto e lei stava già scopando sul pavimento di fronte all’entrata. Stava avendo il suo primo negro. Mi precipitai accanto a lei. Misi il mio cazzo nella sua meravigliosa bocca.
    
    “Dimmi che mi ami”, mi disse.
    
    “Ti amo!”
    
    “Come sono?”
    
    “Troia!”
    
    “Come?”
    
    “T-R-O-I-A”
    
    “Troia come?”
    
    “Una troia ...