1. La mia ossessione


    Data: 27/02/2020, Categorie: Dominazione / BDSM Autore: Edipo

    ... all'inizio non riuscivo a concludere niente, tutto, la squallida stanza, la fretta della donna, la mia emozione della prima volta mi mettevano a disagio, poi lei disse:"E' giù, moscio" e mi smontò del tutto. La mia giovinezza dovette fornirle una dose di pazienza in più perchè fece un ultimo tentativo di eccitarmi, menandomelo bene. Era seduta sul letto, io nudo in piedi le guardavo le grandi cosce e alla fine, con sua sorpresa, mi sedetti su una di quelle cosce, cosa che le consentì di masturbarmi meglio. Finalmente ebbi un'erezione favolosa, tanto che lei stessa esclamò:"Guarda come sei cresciuto! Ti piace così, eh ?". Alla fine osservando il preservativo pieno mi gratificò di un altro complimento:"Guarda quanto hai sborrato!". Dovetti arrendermi all'evidenza: a volte andavo con prostitute giovani e belle ma il più delle volte non concludevo nulla. Con le grasse riuscivo quasi sempre, soprattutto quando le convincevo a prendermi in braccio. Ce ne fu una, Rita, una magrebina di una certa età, enorme, che mi ricordava molto mia nonna e mia zia e che mi accontentava in tutte le mie perversioni. Non la frequentai più quando divenne ormai troppo vecchia e non mi accendeva più come prima. Volevo carne più giovane. Ci provai con una colf polacca, bionda e dal seno immenso, che lavorava dai nostri vicini, offrendole soldi ma ottenendo un solo insoddisfacente rapporto. Poi mi misi con Morena, una ragazza volgare che girava con jeans attillatissimi e scollature vertiginose, una che, ...
    ... se fossi stato normale, nemmeno avrei pensato di avvicinare. ne ricavai un'altra umiliazione perchè quando capì cosa volevo nell'initimità mi disse che ero malato e dovevo farmi curare. E se ci avessi provato con una ragazza più piccola, in modo da plasmarla e condurla dove volevo ? Ne trovai una che sembrava adatta ma la sua dolcezza e delicatezza, in contrasto con l'aspetto giunonico, mi fecero desistere anche da questo tentativo. Non mi restava che cercare ancora tra le prostitute come un cacciatore che segue la preda giusta, meno spesso che in passato perchè dedicai energie e sforzi soprattutto allo studio in modo da rendermi al più presto indipendente. Ci riuscii e a 28 anni potei godermi la prima vacanza pagata con i miei soldi. Andai nelle Marche, in un piccolo e comodo albergo a conduzione familiare. Appena arrivato fui colpito da una giovane donna bionda, fisicamente simile al mio modello preferito. Ma a sferzarmi non furono tanto il bellissimo culone, i fianchi generosissimi, il petto imponente, le braccia carnose dalla cirocnferenza che era il doppio delle mie, ma il viso. Era una bella ragazza, dal volto dolce e gradevolissimo e quando sorrideva era addirittura bellissima. Quando i nostri sguardi si incrociarono per la prima volta rabbividii e rimasi senza fiato, lei ricambiò lo sguardo con curiosità e certo si accorse di piacermi. Si chiamava Serena, era nipote dei titolari e faceva un pò di tutto in albergo. Fu lei ad accompagnarmi in stanza, mi fece vedere il ...