1. L'appuntamento


    Data: 29/02/2020, Categorie: Altro, Autore: xilia82

    L'APPUNTAMENTOXilia - Decisi per una minigonna molto corta. Se aveva già letto i racconti che gli avevo mandato e c'era qualche possibilità che decidesse di pubblicarmeli, meglio mettere altra carne sul fuoco. Se non li aveva letti, avrei stuzzicato il suo interesse, confidando nella sua eterosessualità...All'ora precisa dell'appuntamento suonai il campanello.Seeker - Quel giorno ero assolutamente incazzato col mondo creato. Liti in famiglia con la moglie, bambini assordanti e capricciosi, in ufficio tutti svagati e con la testa già alle ferie. E questi ultimi appuntamenti di lavoro, insopportabili a fine luglio. Alle 10 c’era Xilia, la ragazza che aveva mandato quei racconti che avevo letto frettolosamente fra un urlo della moglie e uno schiamazzo dei piccoli. C’era qualcosa che mi aveva intrigato, ma ero troppo svagato per apprezzarlo appieno. Ora la ragazza era lì davanti a me, con minigonna molto corta che – da cinquantenne ancora in piena salute – non potei non notare (e apprezzare). Decisamente certe visioni ti riconciliano con l’esistenza terrena. “Si accomodi” le feci cenno. E continuai: “Mi parli un po’ di lei”.X. - "Sinceramente... preferirei evitare di dire chi sono..." risposi cercando di fingere una sicurezza che non avevo. "Sa... mantenere un po' di mistero insomma..." Mi sedetti di fronte a lui, consapevole che il tessuto della gonna si sarebbe spostato verso l'alto e avrebbe messo in mostra ciò che pudore dovrebbe evitare. Me ne vergognai e notando il suo ...
    ... sguardo soffermarsi tra le mie cosce sentii il calore affluire alle guance e diventare dello stesso colore del mio perizoma. "Mi... mi chiamo Marinella comunque." Mi allungai per stringergli la mano.S. - Presi la mano di lei, fu come una scossa. C’era qualcosa che proveniva dalla sua carne. E mentre la guardavo, sentivo che lei mi sentiva come la sentivo io. Il mio sguardo vagava dalle sue cosce ai suoi occhi. Infine usai la mia esperienza che mi diceva che le donne si devono guardare negli occhi, dentro. Devi fare vedere che le guardi, che le esamini, che non hai paura di loro, anzi che devono essere loro a sentirsi prese, possedute prima di tutto dai tuoi occhi. “Piacere, Marinella. Beh visto che non vuole parlare di sé, mi parli dei suoi racconti. Io li ho letti, davvero interessanti, intriganti direi… Ma derivano da esperienze reali” e qui lo sguardo scese sulle sue cosce un attimo, aveva avuto un piccolo fremito ed era balenato un pezzo di perizoma ancora inedito “o è frutto di una fantasia, mi permetta di dirglielo, davvero sensuale?”. Mi accorsi solo ora che non le avevo più lasciato la mano e che tutto quello che le avevo detto era stato detto con le sue dita fra le mie. Le ripiantai lo sguardo negli occhi. Aveva occhi bellissimi, profondi. E lei ricambiava lo sguardo, non cedeva di un millimetro. Tosta, la ragazza. Come piace a me. Guardai anche il torace, il seno sembrava promettente sotto la camicetta. Mi piaceva, quella ragazza, eccome se mi piaceva. E non solo perché ...
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