1. L'appuntamento


    Data: 29/02/2020, Categorie: Altro, Autore: xilia82

    ... minigonna anche dietro, lasciando che vedesse i segni dei morsi sui miei glutei. Glieli lasciai ammirare qualche secondo più del necessario, poi mi voltai nuovamente verso la scrivania dietro la quale mi fissava senza parole, e mi ci appoggiai, protendendomi verso di lui. "E no, non soffro il solletico, mi spiace." Gli sorrisi, inequivocabilmente.S. - La provocazione era esplicita, assoluta, irresistibile. Ma io ero in crisi profonda.Sensi di colpa a ogni angolo, incertezze su tutto, remore di ogni tipo. Mi dicevo: ecco, questa ragazza ci sta, è disinibita, sento anche che si sta eccitando, è un'occasione d'oro... e tu che fai? Pensi che non si deve, che non si può, che devi lasciar perdere... Le remore, le incertezze, i sensi di colpa prevalsero. Mi rivolsi a lei con un tono freddo e alquanto stizzito: "Si rimetta a posto. Mi fido, non occorre che lei mi faccia vedere queste cose". Ma appena dette queste cose, subito me ne pentii. Ero, sono, sarò una contraddizione vivente. E in fondo il mio tono brusco era un SOS rivolto a quella ragazza. Aiutami, voleva dire. Dillo tu quello che io non riesco a dirti. Fallo tu quello che io non so fare. Ma ero anche consapevole che stavo rovinando tutto, irrimediabilmente.X. - Che stronzo, pensai. Prima mi stuzzica poi mi tratta come una puttanella vogliosa.Ripiombai sulla sedia coprendomi il più possibile con il poco tessuto della minigonna. Il mio sguardo divenne più sottile. I secondi di silenzio si susseguirono inutili. "Allora," ...
    ... dissi infine, fredda e oltremodo risentita per l'umiliazione appena subita, "le interessano i miei racconti o stiamo solo perdendo tempo entrambi?"S.- Era tosta, la ragazza. E mi piaceva il suo rancoroso chiudersi a riccio. Le sorrisi. Fu un sorriso solare come non mi veniva da tempo. Il sorriso era stato la mia arma del passato, quando sorridevo a tutto, al sole, alle stelle, alla vita, ai sogni. Poi lo avevo rinfoderato troppo e troppo spesso, lo avevo chiuso in una directory sperduta della mia esistenza, lo avevo copincollato forzatamente e svogliatamente in situazioni fasulle. Ora era lui, quello vero, quello delle grandi occasioni. “Lei mi è simpatica”, le dissi. “Molto” aggiunsi con una di quelle pause della mia voce che da sempre costituivano una delle migliori attrazioni per le donne (che, chissà perché, spesso si lasciano incantare da un suono, da un tremolio del tono, da un’esitazione…). E spiando con ansia le sue reazioni buttai lì: “Ha impegni a pranzo? Qua vicino c’è un ristorantino non male… posso offrirle un pasto così fumiamo il kalumet della pace?”. La guardai ancora, speranzoso e un po’ timoroso di aver comunque fatto già una frittata irreparabile…X. - Continuava a spiazzarmi. Non sono molte le persone che ci riescono. Ne rimango sempre affascinata.Fino a un minuto prima l'avrei mandato volentieri al diavolo - e con parole molto meno educate - e ora eccomi indecisa se accettare o meno il suo invito.I suoi occhi ora erano fissi sui miei, senza più distrazioni, o ...