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Dieci ragazzi per me (1)
Data: 01/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: crigio
... dilatazione che mi provoca comincia ad accendermi di piacere. Gemo e succhio la verga di Enrico con più passione, mentre il mio culo viene solcato lentamente ma con vigore. Il cazzo esce da me e mi spennella un po’ il buco. Poi rientra fino in fondo, si ferma e inizia a pulsare. Mi fa un massaggio interno sublime. Sento il calore aumentare nel basso ventre. Ho come la sensazione che cresca sempre più di spessore, per poi ridursi e andar via definitivamente. Protesto con un mugolio: lo stallone mi ha abbandonato proprio quando cominciavo a godere. Le mie lamentele, però, vengono messe a tacere in un secondo, perché vengo ancora impalato e con tale irruenza da sbattere quasi la testa contro la sponda del letto. E non una sola volta, ma più e più volte! Il cazzo di Enrico mi scivola fuori dalla bocca. “Oh! OOOOOOHHHHHH!!! OOOOOOOOOOOOOOOOOOHHHHHHHHHHHHHHHH!!!”, urlo di piacere. Il mio sfintere spinge in fuori e si dilata, e lo stallone mi precipita tutto dentro e mi fotte. Poi se ne va. “NOOOOOOO!!! NOOOOOOOOOOOOOOOO!!!”, mi incazzo. Stavo per esplodere e lo stronzo mi sottrae la mazza. Allora Enrico mi lascia andare le gambe, che cadono pesanti sul letto, e mi smonta di dosso. Si intrufola tra le mie cosce, me le apre e mi sprofonda dentro col suo obelisco ...
... ben rintostato dalla mia lunga ciucciata. Il mio busto schizza verso l’alto e mi stringo a lui, che parte subito con una cavalcata da cowboy da rodeo. Mentre gemo di godimento, scruto la stanza per cercare chi mi ha scopato fino a poco fa, ma, oltre noi due, non c’è nessuno. Enrico è come impazzito: mi sta scavando dentro. È un toro, il mio toro. Un lamento esce spontaneo dalla mia gola e cresce sempre più di volume, fino a che una convulsione mi fa stringere lo sfintere e strizzare il suo cazzo. Io tremo. Lui rantola. Il mio petto colpisce spasmodicamente il suo. Gli agguanto le chiappe e gli spingo il culo verso di me, ordinandogli di non smettere di fottermi. La sua mazza si gonfia: il suo caldo nettare innaffia le mie viscere e cola fuori dal mio buco, rigandomi il solco. Il capo mi crolla indietro: Enrico si attacca al mio collo e lo lecca fino al lobo dell’orecchio. Un brivido si unisce alle convulsioni e l’orgasmo esplode in tutta la sua violenza, mentre un fiume di sborra rompe gli argini del mio sfintere e forma un laghetto sul lenzuolo. Rimaniamo uno dentro l’altro per un po’, vibrando di piacere, in attesa che i nostri orgasmi si esauriscano. Enrico mi bacia dolcemente e ansima per la fatica. Io lo abbraccio forte e vorrei non lasciarlo andare mai..