1. La Scuola PARTE 3


    Data: 03/03/2020, Categorie: pissing, Autore: Blue93

    ... prima di obbedire. "Cos'hai appena fatto? Hai alzato gli occhi al cielo con me?". "No...", "anzi sì...perché non ne posso più di bere! E devo andare in bagno". Restò a fissarla qualche istante mentre una strana luce gli illuminava momentaneamente gli occhi. Infine disse: "Continui con questo comportamento infantile vedo. Obbedisci e bevi il tuo bicchiere Melania". Stando attenta a non dare segni di fastidio, questa volta bevve senza fiatare. Poteva chiaramente sentire l'acqua riempirle lo stomaco e gorgogliare ad ogni suo minimo movimento. Tutto quel liquido, di lì a poco, sarebbe arrivato alla sua vescica. "Ripetimi per favore quello che ti ho spiegato prima". Tornarono al ripasso di latino mentre lei, con indifferenza, infilava una mano fra le cosce cercando di ignorare lo stimolo che cresceva minacciosamente. Nonostante tutta la buona volontà però, circa un'ora più tardi, era piegata in due nella sedia. "Stai seduta in modo corretto", l'ammonì Olmo con un ghigno. "Non ci riesco...mi sto pisciando addosso...". Davanti a quelle parole si scatenò l'Inferno. "Cos'hai detto?! Ti sembra modo di rivolgerti ad un professore??". "Correggiti immediatamente". "Scusi...io ehm...devo andare in bagno...". "E' da maleducati esprimersi in quel modo. Alzati per favore". Non capendo a cosa puntasse, Melania alzò gli occhi a guardarlo con aria interrogativa ed estremamente disperata. "Fai come ti ho detto e resta immobile". Si alzò con fare incerto sentendo improvvisamente un'ondata di ...
    ... stimolo impressionante che la costrinse a portarsi una mano all'altezza della figa, sopra la gonna. "Resta ferma e dritta ho detto". "Oh per favore...". "Per favore cosa?". "Devo fare pipì...non resisto più!". Il suo autocontrollo stava velocemente sparendo, complice anche l'ansia che aveva dal momento in cui aveva messo piede in quell'ufficio. "Non sei una bambina Melania". "Lo so...ma me la sto per fare addosso...". La sua voce assunse una nota quasi isterica mentre le lacrime iniziarono ad invaderle gli occhi. Anziché avere pietà di lei, Olmo afferrò l'acqua rimasta nella bottiglia e la versò lentamente nel bicchiere producendo un rumore di liquidi che la fece immediatamente reagire. Riusciva a pensare solo all'immensa pisciata che avrebbe fatto se solo l'avesse lasciata andare in bagno, ai brividi e alla pelle d'oca che le correvano lungo le braccia, e alla sensazione umida nelle mutandine. "Trattieni il più possibile, non essere infantile". Quelle parole la fecero solo singhiozzare ulteriormente. Stava saltellando da un piede all'altro con una mano fra le gambe, cercando di alzare il meno possibile l'orlo della gonna. "Per favore professor Olmo...non ce la faccio più! La...faccio...sul...pavimento". "Non pensarci nemmeno". "Ma sto scoppiando! Per favore, la prego...posso andare in bagno?". "Che pazienza con te Melania...che pazienza". Sospirò con fare sadico ed infine parlò di nuovo: "Togli la mano da lì, non è educato". "Non posso". "TOGLI LA MANO!", urlò lui facendola ...