1. Il gioco della verità.


    Data: 04/03/2020, Categorie: interviste, Autore: Tibet

    Il gioco della verità… Fare il gioco della verità con una donna? Attenti… barate. Ma con furbizia altrimenti se ne accorge. Se non siete sicuri di voi… glissate, trovate mille scuse ma non giocateci. Se cedete alle sue richieste… preparatevi alla domanda clou, alla fine è sicuro che ve la farà… Io ci gioco solo se costretto a forza, il fatto è che io non capirò mai le donne, non so quando essere sincero e quando no, mentre rimane il guaio che loro capiscono fin troppo bene me. E’ una serata fiacca… avevamo a cena un mio amico, C. lo scultore, l’uomo dai ferrei principi, l’uomo senza debolezze e solo certezze. Non mangia e non scopa più, ha una vecchia macchina piena di bolle di ruggine, veste da figlio dei fiori e dice che è felice. Felice? Cazzo che culo! Non ha legato affatto con la donna con la quale vivo. Non la conosceva. Mi disapprova… pensa che io non sappia vincere le tentazioni, mi rimprovera tutto. La macchina sportiva e il mio piacere per la velocità, per il rischio e per le donne, per come vivo, la mia debolezza e via discorrendo… E’ sicuro che la mia infelicità dipenda da questo. Lei aveva preparato… vediamo... melone con prosciutto, risotto con i fiori di zucca, sofficini di formaggio, fagiolini al pomodoro e crostata. Lui? Una porzione da uccellino di risotto e basta. Acqua del rubinetto, neanche minerale… Cazzo! Le avevo chiesto di fargli qualche moina da femmina… per gioco, perché no? Insomma di fare un po’ la puttana. Strusciare il seno sulle sue spalle ...
    ... quando lo serviva… insomma cose così. Ah…! Pur di farlo cedere gli avrei consentito di scoparla? Vederlo ricadere nel vortice dei sensi? Diventare o ridiventare umano? Tornare nella bolgia infernale? Tarpargli quelle ali da angelo che ostentava e che mi davano immensamente fastidio! Nulla! Alle nove e mezza… dice che è stanco e che va a dormire. Ma questo va dormire con le galline! Certo che si! Si alza alle 4 del mattino! E che paternale mi farà da solo a solo, quando sarà. Sarà anche un amico, ma mica mi becca di nuovo tanto presto. Mi deprime. Mi causa un senso di colpa che non riesco a superare a breve. Comunque sono stanco anch’io, lui mi fa questo effetto e mi distendo sul letto a finire un libro. No… non va bene, chi vive con me ha idee diverse. E’ caldo e sono nudo, lei nuda pure mi si accosta e mi si mette a cavalcioni sulla coscia. Sento il caldo e l’umido, sento che inizia a strofinarsi. Mi dice che ho amici strani… mi chiede di lui. Io le dico poco. Che è nato ricco, fortunato lui, che ha studiato a Trento, laureato con il massimo dei voti e che era nel gruppo anarchico da studente, poi funzionario di alto livello di un grande gruppo bancario. Poi più tardi la conversione alla vita para-monastica. Lavora il legno, fa delle sculture orribili che vende nelle fiere, abita in una vecchia casa in montagna ereditata da… boh. Ah… e che a pasto mangia manciate di uva secca. Lei mentre si struscia… mi dice… -Facciamo il gioco della verità? Cazzo… NO! Pigramente sta giocando ...
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