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Il gioco della verità.
Data: 04/03/2020, Categorie: interviste, Autore: Tibet
... ha solo i calzoncini, il suo cazzo si vede duro sotto il tessuto. Lo fa uscire, prende la sua mano e la mette sul cazzo. Le guida la mano per un po’ poi la lascia e lei seguita da sola. La interrompo… -Dimmi del cazzo… Largo… risponde. Largo… tozzo. Non lungo ma largo. Tutto eguale dalla cappella al tronco. Grosse vene. Grossi coglioni. Lui molto peloso. Grosso e duro. Lei era pronta e lui la prese sul letto. Fece una fatica incredibile ad entrare. Tanto da essere fradicio di sudore. Lei teneva aperte le gambe più che poteva e lo aiutava. Sopportava il dolore e voleva essere presa. Quando entrò e si mise a scoparla forte si sentiva aperta, allargata al massimo, piena. La figa che le doleva. Si sentiva come posseduta da un cazzo di toro. Lui le sborrò dentro… senza molti riguardi. Cercò poi i segni visibili dello sverginamento e non li trovò. Le diede della puttana e non volle credere al fatto che nessuno l’aveva posseduta prima di lui. Da allora il suo atteggiamento fu ancora più bestiale se era possibile. Lei non si sa spiegare il mancato sanguinamento, forse l’imene molto elastico e largo? Forse i giochi con le suore? Queste a volte le mettevano davvero dentro le loro dita… Chiedo… ma alla domanda avevo già la risposta… -E il culo? Anche lui?- Certo che sapevo! Il suo culo lo immaginavo sfondato da quel cazzo enorme. E lei mi dice dei numerosi tentativi. Lui che insisteva per avere almeno questa verginità dato che era convinto che in figa lei avesse avuto qualcuno prima ...
... di lui. Il dolore… e la libidine di farsi inculare. E alla fine il cedere del suo muscolo anale. E il sentirsi sfasciare… -E tu? Chi hai inculato per prima? La ricordi?- Se sotto tortura ti dovessi dire la verità… ti dovrei dire che fu un uomo. Ma perché aprire questa pagina? Comporterebbe domande a cascata. No… è il momento di mentire. Chi fu? So che per molto tempo non ritenevo molto gratificante avere il culo di una donna. Prendevo la donna e la segnavo sulla lista delle conquiste e finiva lì. Stupido vero? Era l’età… conseguenza dell’età. Bisogna nascere esperti per non caderci. Racconto qualcosa… una donna sposata. A Roma... lei bruna e formosa. Moglie di un sottufficiale di marina. Lui assente e lei con la carne giovane che desiderava carezze. Fu lei a farmi conoscere il piacere che può darti un culo di femmina. Il suo era largo e polposo. Ricordo l’alone molto scuro e la mucosa del buco altrettanto scura. Non nera ma quasi. Che facciamo? Stiamo rimandando al massimo il momento di scoparci, lo sai? Tu con il tuo strofinarti sulla coscia e il masturbarmi piano… Stai godendo ora… ti inarchi e incrementi i movimenti. Lunghe strisciate pesanti… si, stai godendo. E io ti aiuto nei tuoi movimenti. Voglio farti godere, voglio che il tuo orgasmo sia dirompente. Fai fatica a riprendere lucidità… io ti aspetto. E tu hai in mente qualcosa di preciso… un piano. Sei donna, no? Voglio evitare l’ultima parte. Le ultime domande. Non voglio parlare di lei. Non farmi mentire ancora. -Dai ...