1. I giardinetti 5


    Data: 04/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: overbsx

    ... entrambi. I miei pensieri furono interrotti da: “sto per sborrare, sto per riempirti come piace a te, non ingoiare sin quando non lo dico io, dai apri di più questa cazzo di bocca frocetto di merda”. Frocetto di merda, fu a quel punto che come un rubinetto aperto si scaricò in me; mi blocco col suo peso, mentre avevo l’impressione che pisciasse per quanta me ne diede. Era abbandonato su di me col cazzo ormai molle, smunto, mentre deglutivo a sorsi. Mi sentivo sporco, sporco nell’animo, mentre il signore:” devi farti rompere il culo, io non posso farlo, non posso essere il primo anche se lo vorrei tanto, se lo facessi io ti aprirei in due come un agnellino, il mio cazzo è troppo grosso per iniziare il tuo buco, a volte mi meraviglio per come riesci a prenderlo tutto in gola; ci sono state puttane che non ci sono riuscite ad ingoiarlo tanto. Tutti i suoi rimproveri o complimenti concludevano con la mia verginità anale, non accettava che non riuscissi a prenderlo nel culetto, o come diceva lui a farmi inculare. Mi accusava di non essere capace a dare il culo, non voleva accettare che era lui impossibilitato a farlo. Era lampante ormai per lui che il cazzo mi piaceva, e cercava di ferirmi con le parole: “sin quando non riuscirai a fare pompini col culo, non sarai mai completo, non darai mai il massimo al tuo maschio, non diventerai mai un frocetto desiderato da tutti”. Avevo l’impressione che mentre mi guardava, mi commiserava, mi dispiaceva sapere che non riuscivo a dare il ...
    ... massimo piacere, mi uscì spontaneo e quasi supplichevole: “io voglio prenderlo nel buchetto, nel culo, e voglio essere inculato da te”. Rispose che non poteva rischiare di farmi sanguinare, prima aveva provato ad allargarmi con le dita usando tanta saliva, ma le pareti dell’ano non cedevano, era chiaro che dovessi iniziare con un cazzo più piccolo. Prima di uscire mi chiese di Marco, dissi che era tutto a posto, aggiunsi che ci eravamo visti ma nulla di più; non volevo parlare di Marco con lui. Chiesi al signore il significato di frocetto, e lui: “è un piccolo rottinculo, uno a cui piace farsi fottere”. Mentre mi recavo al campetto, pensavo a quel che aveva detto il signore: ero più bravo di una ragazza a far godere con la bocca, ero contento di essere più bravo; pensai che la mia bravura la dovevo a lui, a quello che lui mi aveva insegnato; promisi a me stesso che sarei dovuto riuscire, volevo iniziare a provare la gioia di sentirlo dietro.
    
    Giocavano a pallone, e Marco non appena mi vide, corse da me. Era tutto sudato, colava sudore dai riccioli, sentivo il suo profumo, avrei voluto abbracciarlo, ma ciò era impossibile, cosa avrebbero pensato! Disse che mi aveva aspettato, ma poi aveva deciso di giocare, alla sua domanda sul mio ritardo, risposi che avevo dovuto accompagnare mamma. Attesi la fine della partita, e poi ancora attesi fuori dagli spogliatoi; finalmente Marco era accanto a me, percepivo quel profumo di bagno schiuma, il suo sorriso mi fece scordare tutto, e come ...
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