1. Cosa aspetti, sbattiglielo dentro!


    Data: 06/03/2020, Categorie: Gay / Bisex Autore: FringuellinoCaldo

    ... entrammo e ci ritrovammo dentro ad un fondo, proprio a lato di casa sua, prima utilizzato probabilmente come cantina ed adesso come ripostiglio e magazzino per vecchi mobili.
    
    Un posto ordinato e pulito. G. alzò un telo, sotto c’era un letto antico, con le spalliere in ferro battuto, coperto da un paio di materassi e da una coperta grigio chiaro, tutto in buonissime condizioni.
    
    Entrambi si erano già calati i pantaloni e si vedevano i rigonfiamenti negli slip.
    
    Mi denudai con calma, S. mi osservava con lo sguardo porcino, non sempre mi spogliavo completamente, soprattutto quando venivo usato per rapide ed estemporanee sveltine mi limitavo ad abbassare le braghe ed a scoprire il culo ma questa volta c’era tempo ed il luogo era sicuro e da nudo le cose venivano meglio. Polly era stata ammaestrata bene.
    
    Mi sedetti sul letto, loro erano davanti a me con i cazzi ballonzolanti all’altezza della mia faccia: “Dai Polly, faccelo venire duro con la bocca” disse uno, dopo che avevano fatto battute sulle scarse dimensioni del mio cazzo (“Sembra il clitoride della F.”. Questo era diventato un detto, nato da una mitica puttana che aveva risieduto nella città vicina, famosa per il suo clitoride piuttosto sviluppato) e la rotondità del mio culo, allora completamente privo di peli.
    
    Era una delle cose che avevo imparato presto, che anche se mi facevano SEMPRE il culo era obbligo che io glielo succhiassi almeno un po’ prima di farmi penetrare, proprio per “farlo venire duro”. Mi ...
    ... avevano spiegato bene come fare, succhiatine, colpi di lingua e l’attrezzo era pronto ad entrarmi dentro.
    
    Proprio una femmina, una puttanella, sborratoio perfetto dove scaricarsi.
    
    Due bei cazzi, quello di G. un po’ più grosso.
    
    Non erano proprio puliti ma non importava, li succhiavo, bagnandoli abbondantemente di saliva, me li infilavo in gola, reggendoli uno in una mano ed uno nell’altra. Leccavo i frenuli in tensione, i solchi sotto le cappelle e poi vena per vena. Ad certo punto avvicinai le punte e presi a lavorarle in contemporanea, in bocca assieme non ci entravano quindi usavo la lingua.
    
    S. si esaltava: “E’ come un film porno, due insieme, guarda come gli piacciono, ha la bocca di una troia!”, le sue parole mi lusingavano ed io ci mettevo tutto l’impegno possibile.
    
    Ora erano duri come l’acciaio, tesi come lame.
    
    Mi prostrai, poi mi distesi sul divano con un paio di cuscini sdruciti sotto la pancia, per agevolare l’entrata.
    
    “Vediamo se è vero quello che dicono, che si bagna come una puttana!” disse G. poi incitò il suo amico che era fermo dietro di me, piuttosto imbranato, con il cazzo ritto.
    
    “COSA ASPETTI, SBATTIGLIELO DENTRO!”, gridava.
    
    S. si appoggiò sulle braccia, puntò il cazzo verso il mio culo e spinse.
    
    Lo sentivo mentre si faceva strada, c’era l’iniziale, consueto, dolore, ma era bellissimo, normale.
    
    “Si, si, è bagnato!” esclamò in piena esaltazione erotica.
    
    Prese a montarmi con vigore, grugnendo come un porco mentre G. stava lì a ...