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Ho fatto la squillo
Data: 07/03/2020, Categorie: Etero Autore: Simonasquillo
... diventavo sempre più gelosa. Un giorno rientrati a casa dall'ufficio, in cucina, mentre preparavo il pranzo e lui sul divanetto a seguire la tv, non resistetti più. "Ma lei che ci sa fare meglio di me? Alla fin fine che ti ha fatto in più rispetto a quello che ti faccio io?" Mi guardava sorridendo. "Che doveva fare di più, più porca di te?" Poi passandogli davanti gli mostrai la coscia e l'anca dandomi una pacca sulla natica. Lo stuzzicai: "Che mi vuoi dire che ce lìha più bono del mio?" Mi prese e mi distese supina sulle sue cosce scoprendomi fin oltre la pancia. "Che fai scemo! Sta bollendo l'scqua, devo calare la pasta" dissi sorridendo divertita. Mi leccò la pancia e mi sfilò le mutandine. Non appena mi strappò i primi gemiti disse: "Secondo te c'è una troia più porca di te?" "Nooo!" Sussurrai quando mi ficcò tre dita dentro. "Lo sai quanti soldi potresti fare tu? Altro che Giorgia" continuò fino a farmi godere. Gli diedi dello scemo ma dallo scherzo, presi dalla curiosità di soddisfare un uomo che avrebbe pagato profumatamente per scoparmi, cedemmo alla tentazione. Un lungo fine settimana in un noto e fra i più lussuosi hotel di Palermo. Partimmo in auto il giovedì mattina e saremmo rientrati domenica pomeriggio. Dovevamo essere due estranei e ognuno aveva già prenota la propria camera. Mi lasciò alla stazione centrale di Palermo e lui proseguì. Ci saremmo rivisti in hotel facendo finta di non coscerci. Mi diede due scatole di preservativi.Io presi un taxi e arrivai ...
... prima di lui. Lui sarebbe uscito, io avrei mangiato qualcosa al bar. mi sarei riposata e poi mi sarei preparata per trascorrere il pomeriggio, la serata e il dopo cena nella hall per farmi notare e magari abbordare dal mio primo cliente. Dilemma: cosa indossare? Avevo portato anche qualcosa di provocante. Intanto combinato intimo di pizzo nero e, guardandomi allo specchio. mi resi conto che presto, probabilmente, mi sarei mostrata così ad un estraneo. Mi venivano i brividi. Optai per la gonna blu, abbastanza attillata e con lo spacchetto posteriore; camicetta avana abbottonata in modo da mostrare le poppe. Chiamai Sandro e gli dissi che stavo per scendere. Figuratevi come mi sentivo, dovevo essere una squillo. Nella hall un via vai di persone efrancamente non mi sentivo a mio agio. Riandai al bar per il caffè e percepivo sguardi addosso. Mi avvicinai all'edicola, presi una rivista femminile e scelsi con cura il salottino. Dovevo essere notata e stava a me mostrarmi disponibile. Mi sistemai comoda e accavallai le gambe. Ero prorpio di fronte al bar, più im la, sulla destra, la reception. Leggevo e di tanto in tanto davo uno sgurdo panoramico. mi resi conto che, col passare del tempo, destavo curiosità anche al personale dell'hotel: che ci faceva in hotel una donna che veniva da fuori esclusivamente per stare li tutto il pomeriggio e la sera? Poi vidi uscire dall'ascensore colui che sarebbe stato il mio primo cliente quella stessa sera. Senza saperlo, stranamente l'ammirai per il ...