1. Massacro


    Data: 09/03/2020, Categorie: pulp, Autore: Patrizia V.

    ... uscita dalla periferia ovest della città ancora in preda al caos. Un drone dell’Aeronautica “prestato” all’Agenzia sta seguendo la colonna, e noi seguiamo in diretta le immagini che sta inviando in Italia. Mi chiedo a che punto sia la cooperazione in ambito NATO, e se le immagini siano trasmesse in quel momento anche alle altre Nazioni… Soprattutto però mi chiedo perché siano trasmesse alla Serenissima. Due righe di messaggio cifrato chiariscono i miei dubbi: pare che noi siamo il mezzo nazionale più vicino alla scena, e potremmo dover recuperare qualcun altro da esfiltrare in Italia. Spero che a Roma nessuno stia pensando di offrire asilo ai gerarchi del Regime, ma obbedisco agli ordini e comincio ad accostare nuovamente, penetrando di nuovo nelle acque libiche. Raggiunta la posizione richiesta, lascio Jasmine al timone e raggiungo Eva al monitor: è come guardare un film di guerra in diretta. La colonna è davvero grossa: saranno quasi ottanta veicoli, tutti di tipo civile ma verniciati color sabbia come se fossero militari. Eva prepara il popcorn e mi raggiunge sul divanetto. La colonna punta prima a ovest per uscire dalla città, e attraversa di forza un posto di blocco dei misuratini apparentemente senza troppa fatica; poi svolta a sud. Immagino punti verso il deserto per cercare di raggiungere il Fezzan. Una stringa indica che il drone è sorvolato da un Tornado britannico, e che adesso i due mezzi da ricognizione operano in tandem per triangolare il bersaglio. Poi si ...
    ... aggiunge anche un altro drone: ma questo è americano, ed è armato. - Wow! Eva si entusiasma quando il drone americano apre il fuoco e la Toyota in testa alla colonna salta in aria. I nostri strumenti ronzano: uno degli scanner più segreti che abbiamo, così segreti che non so neppure cosa sia, sta trasmettendo dei dati direttamente all’Agenzia. Si tratta di un’intercettazione telefonica, naturalmente in arabo. Jasmine è scesa un momento e si accosta allo schermo del computer, accendendo l’audio. Ha un’esclamazione soffocata e ci guarda, sconvolta. Poi, eccezionalmente, ci parla: - E’ Muammar! Non so se sono più basita dall’informazione o dal fatto che Jasmine abbia parlato. Mi precipito al crypto e comunico all’Agenzia che la nostra interbrete berbera ha riconosciuto la vove di Gheddafi in quella comunicazione telefonica colta quasi per caso. Nel giro di dieci minuti arrivano altri due aerei della NATO, e si scatena l’inferno. Una trentina almeno di auto e furgoni esplodono in palle di fuoco: dovevano essere tutti pieni di benzina. Un secondo passaggio ne distrugge altrettanti, e adesso la colonna sembra un serpente bruciacchiato e con la schiena spezzata. Eva grida d’entusiasmo ad ogni esplosione, come se fosse Capodanno. Ammetto che comincio a scaldarmi anche io… Jasmine porta altri popcorn e una coca cola a testa. Una ventina di veicoli scampati al massacro si staccano dalla colonna immobilizzata e si gettano nel deserto a tutta velocità, sollevando baffi di polvere e puntando ...
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