1. La terapia di coppia del mio collega


    Data: 09/03/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: joyxxx

    ... portare le corna almeno le porto grazie a uno come te che è brillante e ci sa fare con le donne. Almeno non le porto da sfigato”.
    
    Mi venne in mente una vecchia canzone di Vecchioni “forse non lo sai ma pure questo è amore” però non glielo dissi, anzi replicai: “Veramente la mia idea sarebbe quella di aiutarti, e non ho nessuna intenzione di scopare tua moglie, poi sai come vanno certe cose, se dovesse succedere sappi che non ero partito con questa idea.
    
    Ti devi fidare di me, tutto li.”
    
    E lui si fidò, prese molto sul serio la mia proposta, dopo una settimana mi chiamò e mi disse che aveva organizzato un incontro tra me e Giulia. Lei prima si era incazzata tantissimo, poi ci aveva pensato e aveva deciso di accettare, per dimostrargli che stava facendo l’ennesima cazzata.
    
    Mi presi un paio di giorni di tempo per organizzare la cosa, e mandai a Giulia un sms con un indirizzo e l’ora a cui l’avrei incontrata.
    
    Di Giulia sapevo molto poco, l’avevo vista un paio di volte di sfuggita, e la mia memoria ricordava una bella donna mora sui trentacinque, di corporatura normale, viso un po’ anonimo e forse un paio di figli. Per come la vedevo io una figa galattica rispetto al mio amico Marco, sempre un po’ sovrappeso e poco attento al modo di vestirsi e alla forma.
    
    Giulia suonò il campanello puntualissima. Dire che era nervosa era un eufemismo, indossava un cappottino rosso che ne risaltava la bella figura, un abitino blu con la gonna poco sotto il ginocchio e un ...
    ... bellissimo paio di scarpe col tacco in tinta con le calze nere.
    
    Cominciò come un fiume in piena senza che avessi nemmeno il tempo di parlare. La lasciai sfogare cogliendo qualche parola che si ripeteva qua e la: “mio marito, non so cosa si sia messo intesta, rapporto, figli, un sacco di tempo, non capisce, tradimento, passione, coppia,….” Poco prima che si esaurisse naturalmente le feci segno di smettere con le mani.
    
    “Giulia calmati, nessuno è qui per giudicare te o tuo marito”.
    
    In quel momento mi fissò e forse per la prima volta mi guardò davvero: “Ma tu sei un collega di mio marito, non un terapista… cazzo è tutta una trappola”, si alzò di scatto e andò inviperita verso la porta. La anticipai di un soffio e mi frapposi sulla porta.
    
    “Giulia è vero sono un collega di Marco, ma sono anche un esperto di relazioni umane e in particolare di relazioni uomo donna. La tua storia ha dei problemi che io penso di poterti aiutare a risolvere. Se te ne vuoi andare sei libera di farlo anche subito, ma un domani pensa che potresti aver buttato via un’occasione”
    
    Detto questo mi spostai e andai a sedermi dove ero in precedenza.
    
    Lei rimase interdetta per alcuni secondi, incerta sul da farsi. Il conflitto interiore la stava facendo impazzire. Ma doveva essere lei a scegliere.
    
    Alla fine, in un sussurro di voce mi chiese: “E come potresti aiutarmi?”
    
    La feci sedere in mezzo alla stanza e mi inginocchiai davanti a lei mettendole le mani sulle sue belle ginocchia: “Giulia tu sei una ...
«1234...»