1. La terapia di coppia del mio collega


    Data: 09/03/2020, Categorie: Sesso di Gruppo Autore: joyxxx

    ... strusciammo e baciammo un altro po’ poi mi alzai col cazzo durissimo, e tolsi le scarpe a Katia, e poi la aiutarsi a sfilarsi calze e guepierre. Lei è una ragazza molto alta, e questa è una cosa che mi è sempre piaciuta, infatti dopo aver annusato per alcuni minuti l’interno delle sue calze, iniziai ad indossarle. Adoro mettermi le calze delle donne con le quali intendo fare l’amore, mi sembra di entrare ancora di più in simbiosi con lei. Mi sdraiai sul letto e Katia mi mise le mutandine di Giulia sul naso. Erano ancora imbevute di lei. Il mio cazzo stava esplodendo. E la mia Escort preferita iniziò a succhiarmelo lentamente.
    
    Giulia sempre più eccitata cominciò a dire: “lo voglio… datemelo anche a me, voglio il cazzo”
    
    Noi proseguimmo le nostre effusioni sempre più spintamente, Katia si mise in bocca un profilattico e me lo infilò, così iniziai a penetrarla alla missionaria prima e alla pecorina poi. Il tutto senza venire. Perché a me piace venire in modo porco.
    
    Rialzatomi mi misi in ginocchio verso Giulia e iniziai a leccargliela sempre superficialmente, mentre Katia si infilò uno strapon prostatico, sagomato proprio per dare piacere all’uomo.
    
    Il mio cazzo tornato libero ballonzolava duro come il cemento.
    
    “Dammelo, dammi il tuo cazzo” smaniava Giulia sempre più incontrollabile mentre si dimenava sulla sedia.
    
    E io invece leccavo leggermente il suo clito, mentre Katia me lo infilava per bene. Sentivo la prostata gonfia e il cazzo mi stava esplodendo. Cazzo ...
    ... quanto era brava Katia con quell’arnese nel mio culo.
    
    Quando non ne potei più mi divincolai e venni sulle tette di Katia, uno, due, tre, quattro, cinque, sei fiotti corposi di sborra calda e densa. Dovetti sdraiarmi per terra alcuni minuti per riprendermi,
    
    Nel mentre Giulia non faceva più niente per trattenersi, urlava a squarciagola:”nooo non sborrare lo voglio il tuo cazzo, sono tutta bagnata, scopamiiiiiii”.
    
    Katia sorridendo tornò di la raccogliendo i suoi vestiti e ci lasciò di nuovo soli. Una volta ripresomi presi un taglierino e liberai Giulia che mi si fiondò addosso come una belva affamata.La presi per le spalle e la scossi più volte. “Giulia, Giulia torna in te ti prego, è tutto finito. Ti ho detto che non ti avrei scopato. Stai tranquilla…”
    
    Un barlume di lucidità tornò nei suo occhi accompagnato dalla domanda: “e adesso?”
    
    “Hai un marito no” risposi “vai a casa e dimostragli cosa hai imparato oggi”.
    
    Si rivestì in fretta e mentre stava per uscire le dissi: “ah e quando tuo marito apre la bocca, mettici qualcosa per farlo stare zitto…”
    
    Mi baciò sulle guance quasi piangendo e mi sussurrò un grazie così sentito, che mi ricompensò di tutte quelle fatiche, si fa ovviamente per dire.
    
    Il giorno dopo al lavoro fu molto divertente vedere Marco. Gli occhi letteralmente fuori dalle orbite, seduto sulla mia scrivania dalle otto del mattino, io che invece arrivo sempre tardi.
    
    “Che cazzo le hai fatto?” mi aggredì.
    
    Un brivido mi passò lungo la schiena. ...
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