1. La voglia matta


    Data: 15/03/2020, Categorie: Etero Autore: appacioppa

    ... fondo la gamba non mi fa poi tanto male... anzi mi è passato tutto." E nel dire questo, mentre sto marciando su via dei Fori Imperiali allunga il braccio sinistro e mi piazza la sua mano sinistra sotto la mia pancia, per toccare il mio sesso. Inizia a muovere le dita come per saggiarne la consistenza, ed io non so proprio che cosa fare perché, al contatto, il mio pistolone si è subito risvegliato e sta tradendo il mio atteggiamento serioso in cerca di un barlume di dignità. "Ma che fai?" le dico, e lei: "Che faccio io? Che fai tu, che appena ti ho toccato sei schizzato sull'attenti: ma che sei un maniaco sessuale?" Sempre più imbarazzato, arrapato ed eccitato a mezza voce rispondo: "Ma che maniaco, sono solo un uomo. Che non lo sai come sono fatti gli uomini? Io sono uno che se viene provocato e sollecitato come stai facendo tu non riesce a restare indifferente!" Per tutta risposta, lei continua nel suo smanacciare(il che mi crea qualche problema di guida in mezzo al traffico) ed arrivati all'altezza del Colosseo mi dice. "Gira a sinistra verso il Colle Oppio, che facciamo prima. E poi vogli farti vedere una cosa!" (perché tutto quello che mi hai fatto vedere finora era uno scherzo, penso io...).Non replico e giro a sinistra, imboccando la salitella che porta al Colle Oppio. Qui arrivati lei mi fa: "Entra in quella stradina!" In effetti sulla sinistra, fra i giardini, c'è un viottolo asfaltato. Senza poter replicare ci entro dentro. A questo punto lei non mi dice: anzi, ...
    ... addirittura mi …ordina….: "Vai a metterti lì, con il muso della automobile sotto quell'albero!"In effetti, da una parte di questo viottolo c'è un albero con un grande ombrello. Io senza reagire mi ci infilo sotto: siamo coperti dall'ombrello, che nasconde tutto il cofano e tutta la parte anteriore della vettura. Mi fermo. Mi giro verso di lei, come per dirle: "E adesso che facciamo?" ma con mia enorme sorpresa lei si è tirata fuori tutte e due le tette e me le trovo davanti al naso, a pochi centimetri: belle, provocantissime, eccitantissime, rotondissime, di un colore marrone cioccolato, con due capezzoli già belli turgidi grandi un centimetro l'uno."Succhiamo!" Mi risponde lei, accostandomi la tetta sinistra alla bocca, mentre continua a smanacciare il mio batacchio già bello dritto ed eretto come un obelisco, e sta aprendo la chiusura lampo dei pantaloni. Io sono su di giri, e non ce la faccio più a resistere. Le afferro tutte e due le tette morbide come palloni sgonfiati, e le strizzo con le mani, fino ad avvicinare tutti e due quei tocchi di capezzoli alla mia bocca, ed inizio a leccarli e ciucciarli tutti e due insieme, con una foga inverosimile. Le tette sono così morbide che si possono strizzare per bene, ed accostare i due capezzoli nello spazio di un centimetro, per cui mi posso sbizzarrire a succhiare avidamente tutti e due insieme. Vedo che lei strabuzza gli occhi dal piacere, e senza perdere tempo mi ha sfilato il mio torciorecchio dalle mutande e dai pantaloni. Lo ha ...
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